giorgio levi

Una fakenews quasi perfetta. E il sito che l’ha diffusa va in tilt per 48 ore. Perché milioni di persone credono a tutto quello che leggono su Facebook

E’ tornato online Conservative Tears, il sito che due giorni fa aveva diffuso la notizia della morte dell’attore Henry Winkler, il Fonzie della serie tv Happy Days. Chi crede nella scaramanzia è meglio che su questo sito non ci vada, gli altri tocchino quello che hanno sottomano. Si sa mai.

Il sito, dal titolo così evocativo, tratta solo di morti, famosi e meno conosciuti. L’importante è che siano defunti. L’immagine che fa da sfondo alla homepage è la descrizione visiva della linea editoriale.

Nell’articolo che accompagna le lacrime per Fonzie, Conservative Tears riporta anche la dichiarazione di un portavoce della famiglia che racconta quanto il povero Winkler amasse Trump, le armi e la caccia. Pace all’anima sua.

Un riquadrino in fondo avverte: Henry Winkler è vivo e sta bene, chiediamo scusa.

In generale non sembra che Conservative Tears sia un sito di notizie false. Tutti gli altri morti sono veri. Insomma, erano veri (ma che verbo si usa?). Nella foto con Fonzie avevano comunque sbagliato la data di nascita. Winkler è nato nel 1945 e non nel 1933, in tal caso avrebbe 86 anni e non 74, com’è nella realtà.

Insomma, qualche dettaglio per capire che era una bufala c’era. In realtà una gran parte dei frequentatori di Facebook sono persone compulsive, affrettate, poco inclini a capire che cosa è vero e che cosa è falso. Da recenti inchieste sui numeri in rete dei grandi quotidiani è risultato che un’altissima percentuale dei lettori dei giornali online arriva a quel sito transitando da Facebook. Legge Fb e clicca. Se clicca.

Nel suo piccolo questo blog offre gli stessi numeri. Il 70% dei lettori arriva da Facebook,  il 20% digitando parole chiave su Google, il 10% sono abbonati. Ma quel 70% non è reale. Su 10 like di Facebook a quella notizia, soltanto 3 persone entrano nel blog a leggerla per intero. Questo significa che chi frequenta i social non approfondisce, non è interessato, lascia o non lascia un like senza badare alla sostanza. In modo compulsivo, appunto. E quando commenta la domanda è: com’è questa notizia?

Ecco perché è così facile diffondere notizie false. E’ sufficiente un titolo d’effetto o un montaggio fotografico. Quanti hanno creduto che stuoli di parenti di Matteo Renzi fossero assunti a Palazzo Chigi a riempirsi le tasche di quattrini senza lavorare? Milioni.

Di allocchi nella trappola di nerd, pagati dalla politica per far credere il falso.

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Conservative Tears