giorgio levi

E’ tutto un mondo Glocal. Gedi Network marcia compatta con la più imponente operazione di sinergie della storia del giornalismo

In fin dei conti non ci sono novità. Tutto come previsto, da almeno un anno. Ieri la formalizzazione in Fieg degli assetti del nuovo Gedi News Network, il gruppo editoriale che sostituisce Finegil e tiene insieme La Stampa e il Secolo XIX con i 13 quotidiani locali di Marco De Benedetti. Il cosiddetto glocal dell’informazione. Ovviamente resta fuori La Repubblica che continerà la sua navigazione di quotidiano leader nazionale.

Quasi tutto era già stato detto qui a dicembre. Confermata la chiusura dell’Agenzia Quotidiani Locali (Agl) sostituita da un desk che troverà collocazione all’interno della redazione della Stampa. E che raggrupperà i giornalisti ex Agl sotto la guida di Andrea Filippi, che assume la qualifica di coordinatore di Gnn. Direttore editoriale sarà Maurizio Molinari. La Stampa in qualche modo si rafforza e diviene la capogruppo delle testate locali. Un po’ diverso il ruolo del Secolo XIX che viene di fatto livellato agli altri quotidiani locali. Forse non piacerà alla gloriosa testata genovese, ma  questo era il suo destino, fin dal giorno in cui venne accorpata alla Stampa con Itedi.

La parola chiave è sinergia. Negli anni Ottanta il solo pronunciare o ipotizzare sinergia scatenava le ire dei giornalisti e non solo di quelli duri e puri. Addirittura si scioperava (sciopero?). Si diceva sinergia e si pensava ad una omologazione dell’informazione, il che faceva orrore e contraddiceva il concetto di libertà e indipendenza dei giornalisti e delle testate in cui lavoravano.  Oggi va benissimo, anzi la sinergia è il massimo degli obiettivi e viene accolta con zero reazioni. Anzi, dal silenzio totale si direbbe con grande soddisfazione.  Che vuoi guagliò? I tempi cambiano e i mega gruppi editoriali, senza più quella fastidiosa idea dell’indipendenza, marciano compatti per far tornare i conti. Tutto il resto sono seghe mentali. Tuttavia, va detto che negli anni Ottanta non è che si navigasse nell’oro, c’era disoccupazione, sfruttamento, bilanci editoriali ballerini. Era l’idea di come dovesse essere giornalismo che era diversa.

Così nel nome di sinergia il Gruppo Gnn produrrà a Torino 8 pagine (6 di Italia, esteri, economia). E altre  due, una di sport e cultura o spettacoli che le testate locali potranno sfruttare inserendole nel loro sfoglio quotidiano.  Esattamente come con Agl. In più c’è che potranno utilizzare articoli della Stampa e offrirne dei loro a Torino. Insomma, un vicendevole scambio redazionale. E forse qui si comincia ad intravvedere la Stampa del futuro.

Per ora i posti di lavoro sono confermati, i giornalisti ex Agl confluiranno in Gnn, o potrebbero essere destinati anche ad altre testate. E chi vorrà scambiare il suo posto di lavoro da un giornale all’altro potrà farlo.  Se stai, per dire, al Tirreno di Livorno e vuoi venire a Torino ti trovi uno di Torino che vuole andare a Livorno, e se i direttori sono d’accordo e i capi del personale pure, lo scambio è fatto. Gasp! A Livorno si sta benissimo.