giorgio levi

Sono 15.800 i giornalisti dipendenti con contributi Inpgi, 31 mila i collaboratori. I primi guadagnano in media 60 mila euro lordi all’anno, i co.co.co non arrivano a 9 mila

Mimma Iorio, direttore generale di Inpgi

In Italia ci sono circa 110 mila giornalisti iscritti all’Ordine, tra professionisti e pubblicisti. Di questi 15.800 lavorano come dipendenti (con contribuzioni Inpgi gestione principale) e 31 mila sono co.co.co con contribuzioni alla gestione separata. Gli stipendi per i dipendenti sono nella media dei 60 mila euro lordi l’anno (era 62 mila pochi anni fa) e quelli dei collaboratori non arrivano a 9 mila euro (lordi).

I dati sono stati resi noti dal direttore generale dell’Inpgi Mimma Iorio: “E’ chiaro che i contributi dei primi pesano in un modo diverso rispetto ai secondi. In più dei 31 mila giornalisti, 18 mila sono scritti contemporaneamente alla gestione separata e di questi 18 mila, solo tre mila scarsi contribuiscono contemporaneamente alle due gestioni”.

Tuttavia, le collaborazioni coordinate e continuative sono spesso, ha detto Iorio, “uno strumento che in qualche modo permette meglio di mascherare un rapporto di lavoro a tutti gli effetti dipendente, sotto le mentite spoglie di una collaborazione coordinata e continuativa”

Poi c’è un esercito di sfruttati, non inquadrati, non contrattualizzati e quando lo sono spesso vengono ingannati dagli editori con la formula della cessione dei diritti d’autore. Ha spiegato Iorio: “Grazie alle nostre ispezioni, abbiamo potuto rilevare una larga diffusione dei contratti di cessione del diritto d’autore che spesso il giornalista si vede costretto ad accettare. E’ un vantaggio per il datore di lavoro che in questo caso neanche riconosce una collaborazione coordinata e continuativa. Con la cessione diritto d’autore il committente non paga assolutamente nulla se non quello che è il compenso che riconosce per l’attività prestata”.

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Inpgi