giorgio levi

In due anni 300 mila euro. L’ex direttore del Sole 24 Ore Napoletano ribatte alle accuse: “Ho speso come tutti gli altri direttori prima di me”

Lettera43 aveva pubblicato qui l’altro giorno questo pezzo, che evidentemente  non è piaciuto a Roberto Napoletano, ex direttore de Il Sole 24 Ore, che oggi ha ribattuto al quotidiano online con questo scritto.

Caro direttore,

Leggo con sconcerto che, da indiscrezioni di stampa sulla verifica affidata dalla società Il Sole 24 Ore a un consulente esterno sulle spese sostenute da me o in mio favore dalla società, emergerebbero «scostamenti» rispetto a «quanto pattuito contrattualmente» e «tenuto conto delle procedure». Sono le stesse “indiscrezioni” che circolano da mesi, e che da mesi risultano prive di qualsiasi fondamento: non è mai emerso niente. Ribadisco comunque in proposito la assoluta correttezza e trasparenza del mio comportamento:

  1. Tutte le spese da me sostenute sono state fatte esclusivamente in funzione della mia attività di direttore di tutte le testate del gruppo;
  2. Il loro ammontare è in tutto e per tutto in linea con gli standard dei miei predecessori nella stessa funzione;
  3. Ciascuna spesa è sempre stata verificata e autorizzata dagli organi interni a ciò preposti;
  4. Ho sempre rispettato tutte le procedure cui la direzione è vincolata;
  5. Nessuna contestazione mi è stata mai mossa, né prima né dopo la sospensione consensuale della mia funzione, dalla società, nonostante tutte le verifiche effettuate.

Non mi è dato dunque comprendere a che cosa possano mai riferirsi i pretesi «scostamenti». Osservo, peraltro, come la frase attribuita al “consulente esterno” sia fortemente ambigua e non parla mai di spese non rendicontate. Per altro verso, prendo atto con soddisfazione del fatto che almeno una verità è venuta a galla: la casa a New York era un’invenzione di chi vuole diffamarmi e infangare la mia immagine. Sono certo che anche tutte le altre calunnie e vergognose illazioni saranno smentite dai fatti.

Apprendo, infine, da Lettera43.it di non essere indagato come amministratore di fatto per false comunicazioni ma, cosa gravissima, anche di appropriazione indebita che, come è noto, riguarda altri manager della società e non me. Confondere e moltiplicare i capi di imputazioni, peraltro infamanti e a tutti noti, è francamente grave e sono sicuro che vorrete prontamente ristabilire la verità dei fatti.

Roberto Napoletano

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Lettera43