giorgio levi

L’Ordine dei giornalisti? E’ del tutto fuori dal tempo, solo una rivoluzione totale potrebbe salvarlo dalla fine

Questa è la homepage dell’Ordine nazionale dei giornalisti di oggi 7 giugno 2017. Ripeto, 2017.  La notizia più recente è di due giorni fa. L’elenco che si vede è ricco di notizie su premi, morti e concorsi di natura varia. Ora la domanda è: possibile che in anni durissimi come questi, con chiusure di televisioni e giornali, con lo sfruttamento di pseudo editori che riducono in schiavitù collaboratori costringendoli alla fame, con il ricatto continuo di chi non paga mai e non versa le contribuzioni all’Inpgi, con la nascita di mega monopoli editoriali che nascondono i loro piani e progettano riduzioni di organico, con tutto questo disastrato mondo (l’unico in Europa che non è stato capace di uscire dalla crisi) che non sa adeguarsi al tornado della rete, possibile che con tutto questo l’house organ dell’Ordine nazionale abbia solo queste minchiate da comunicare?

Ai colleghi che andranno a votare ad ottobre per il rinnovo dei consigli regionali e di quello nazionale suggerisco di riflettere bene su quello che faranno e sulle scelte dei candidati che andranno a votare. Qui non è la Riformetta appena approvata il banco di prova, qui è in gioco l’idea che ognuno di noi ha di questa professione. Sì è vero, l’Ordine si può abolire e Renzi l’aveva promesso, ma per farlo deve essere approvata una legge dal Parlamento che valga per tutti gli ordini professionali. E siccome il Parlamento si avvia anch’esso alla sua fine anticipata, e in ogni caso ha ben altre gatte da pelare, forse, nei tempi più brevi, è arrivato il momento di avviare una rivoluzione totale, attraverso la scelta di donne e uomini capaci,  che rappresentino le nuove categorie di lavoratori, che abbiano una conoscenza totale della rete e di ogni dettaglio della professione di oggi. Nelle regioni, come a Roma.

Ci sarà tempo e modo per tornarci. Racconterò qui, da semplice cronista, com’è andata in questi anni la mia esperienza nel Consiglio del Piemonte. L’ho fatto spesso su questo blog, l’avevo promesso a chi mi aveva votato quattro anni fa e spero di avere fatto un buon lavoro di comunicazione. Ma ora è venuto il momento di spalancare le porte e far entare un po’ di aria pulita. Mettetevi il maglione.