giorgio levi

L’Unità al duello finale dell’O.K. Corral

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Se ci fossero Burt Lancaster e Kirk Douglas (Sfida all’O.K. Corral, 1957)  la sceneggiatura sarebbe perfetta. Il clima all’Unità tra giornalisti ed editore è il medesimo di quello tra lo sceriffo Wyatt Earp  e Ringo della banda dei Clanton. Earp è il rappresentante del Cdr che l’altro giorno ha chiesto al suo editore un incontro per discutere della gravissima crisi che sta attraversando il quotidiano del Pd. La risposta dell’ad Guido Stefanelli (Ringo Clanton) è stata: “Quando la scure si abbatterà su di voi, la morte avrà la mia faccia”. Buona la prima.

Ma cha razza di editori abbiamo in questo Paese? E Renzi dov’è? Comunque qui riporto il comunicato del Cdr.

Comunicato Cdr l’Unità.

“Quando la scure si abbatterà su di voi, la morte avrà la mia faccia”. Con queste parole l’Amministratore delegato de l’Unità srl, Guido Stefanelli, si è rivolto a un membro del Cdr che gli chiedeva un incontro. A questo siamo precipitati. Ad un degrado ignobile non solo delle relazioni sindacali ma di quelle umane. Questo è il clima avvelenato a 4 giorni dall’1 febbraio, quando l’assemblea dei soci dovrà decidere la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione del giornale. Al segretario del Pd e ai soci di maggioranza de l’Unità srl abbiamo rivolto domande di merito sulla situazione del giornale, sulle responsabilità e le prospettive. Non abbiamo ricevuto risposte. Se non silenzi, insulti, minacce e generiche rassicurazioni. Non ci faremo intimidire. In gioco non sono solo 36 posti di lavoro, ma il futuro stesso del giornale, la sua vita o la sua morte. Useremo tutti gli strumenti, politici, sindacali, legali, per difendere i nostri diritti. Per questo domani l’Unità non sarà edicola. Per i lavoratori è una scelta dolorosa, sotto ogni punto di vista, ma inevitabile di fronte all’atteggiamento dell’azienda. Ai nostri lettori chiediamo di esserci vicini. Al segretario del Partito Democratico chiediamo inoltre, come ha annunciato, di incontrare il socio di maggioranza. Il tempo sta per scadere e nulla deve restare intentato. Continuiamo a credere che l’Unità, e non solo per la sua storia, sia ancora e deve continuare ad essere una voce importante, uno strumento insostituibile per la sinistra e per il partito di riferimento, il Pd.

Qui di seguito quanto dichiarato oggi dal segretario della Fnsi Raffaele Lorusso.

Alla vigilia della riunione del Cda in cui saranno decise le sorti del giornale, fissata per domani, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha incontrato il comitato di redazione dell’Unità. Il segretario generale Raffaele Lorusso, il presidente Giuseppe Giulietti e il vicesegretario Paolo Butturini, nel ribadire la solidarietà del sindacato per il volgare attacco rivolto l’altro giorno dall’amministratore delegato della società editrice del quotidiano ad un componente del comitato di redazione, hanno confermato la volontà di ricondurre la vertenza entro i binari delle corrette relazioni industriali.

Spiegano i vertici del sindacato: “Per il sindacato  ci si può sempre confrontare e scontare sugli stati di crisi e sui piani di ristrutturazione aziendali. Il comportamento dell’amministratore delegato della società va però oltre qualsiasi forma di civile contrapposizione e rappresenta un tentativo di calpestare i diritti dei lavoratori. Tutto questo è inaccettabile e richiede l’intervento immediato del segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha dichiarato di volersi occupare della vertenza, e della stessa Agcom, che sulle vicende che riguardano la tutela del pluralismo dell’informazione alterna momenti di iperattivismo ad inspiegabili colpi di sonno”.

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Fnsi