giorgio levi

Tre mila giornalisti piemontesi senza mail

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E’ online e sembra persino che sia efficiente. La nuova piattaforma dell’Ordine nazionale dei giornalisti, che dovrà gestire l’intera macchina delle Formazione obbligatoria, è architettata bene, completa di tutti i dati utili, semplice nella comprensione. Voto 8 per ora, può migliorare.

La domanda però che molti si fanno ora è: funzionerà? Assolverà al suo compito? Sarà davvero il punto d’incontro di tutti i giornalisti italiani che debbono formarsi e aggiornarsi? La mia personale risposta ai tre quesiti  è “no”. Secondo me non servirà ad una cippa di nulla. Ecco perché.

Qualche numero che riguarda il Piemonte e che in parte già conosciamo: gli iscritti totali (pubblicisti e professionisti) è di circa 7.500. Coloro che debbono obbligatoriamente formarsi sono circa 6 mila. Per accedere alla piattaforma (il solo luogo virtuale che gestirà tutti i nostri crediti e i nostri eventi) il giornalista deve iscriversi con due elementi: un indirizzo mail (anche non di posta certificata) e il proprio codice fiscale. In Piemonte sui 6 mila più di 3 mila, nel corso di questi anni, non hanno mai comunicato all’Ordine di corso Stati Uniti un indirizzo di posta elettronica. Mai, mai, mai. Il 50% dei 6 mila iniziali non saprà dunque nulla di formazione obbligatoria.

E dire che siamo messi meglio di altri. Secondo un documento distribuito in una riunione a Roma tra tecnici interessati alla piattaforma risulta che la Calabria non ha fornito alcuna cifra sul numero dei propri giornalisti, nemmeno quanti sono. La Sicilia denuncia 3.500 giornalisti senza codice fiscale. In Basilicata su 906 giornalisti inseriti nella piattaforma 827 non hanno una mail. Ma l’elenco delle anomalie è lungo, e va da Nord a Sud.

Secondo  i dati piemontesi (rapportati al numero delle presenze, numerose ma non oceaniche) è mia personale opinione che i giornalisti che avranno partecipato nel 2014 agli eventi e intascato crediti sarà di poco superiore ai mille. Dai 4 ai 5 mila risulteranno inadempienti.  Che sarà di loro? Com’è noto verranno denunciati al Consiglio di disciplina che dovrà prendere per ciascuno provvedimenti disciplinari. In un vecchio post su questo blog ipotizzavo (mettendo insieme i tre anni di Formazione) che la Disciplinare del Piemonte avrebbe impiegato 30 anni ad esaminare ogni caso. Ora sono 50. L’ultimo dei “non formati” si presenterà nel 2064. Abbastanza ben “formato”.

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