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Arriva il “salva Casalino”. Un decreto su misura per il guru del M5S alla ricerca di un posto fisso in un ministero

Rocco Casalino

Chissà quante volte vi sarete domandati, ma dov’è finito Rocco Casalino, il giornalista guru di Giuseppi Conte a Palazzo Chigi? No? Beh, era un po’ che era sparito. Ma ora sembra pronto a tornare. Il M5S, superato ormai lo slogan anti-casta “via i privilegi, uguaglianza e onestà”, e alla caccia di poltrone vita natural durante (altroché incarichi temporali) ha presentato un emendamento nel Milleproroghe per assumere nei ministeri, ma anche negli altri ranghi della pubblica amministrazione (Comuni, enti, Inps, Regione), i collaboratori parlamentari con la spintarella del concorso riservato. Ora è in esame in prima commissione alla Camera dei deputati. Ovviamente non varrà solo per il profugo Rocco, ma anche per tutti gli altri collaboratori ed ex collaboratori in quota ad ogni partito dell’arco costituzionale, da destra a sinistra.

Come pubblicato qui da Il Giornale nel testo dell’emendamento del M5S si legge “al fine di assicurare continuità alle specifiche professionalità maturate negli uffici dei gruppi parlamentari e nelle attività di assistenza dei collaboratori ai parlamentari attraverso un piano assunzionale nel triennio 2024-2026 si richiede una procedura speciale nei bandi, con una riserva del 50 per cento dei posti, per i collaboratori dei parlamentari che, nel corso degli ultimi 15 anni, abbiano prestato servizio per almeno 10 anni, anche non continuativi, alla data di pubblicazione del bando”.

Nel paragrafo successivo, spiega Il Giornale, l’emendamento amplia la platea dei fortunati, prevedendo l’assunzione riservata anche per “i collaboratori che negli ultimi 10 anni abbiano prestato servizio per almeno 5 anni, anche non continuativi, alla data di pubblicazione del bando”. La traduzione del burocratese è semplice: la norma punta a creare un percorso speciale per chi ha lavorato nei gruppi parlamentari. Perché rientra Casalino? Il guru della comunicazione grillina ha tutti i requisiti. La sua collaborazione, infatti, con il M5S inizia nel 2014 proprio nei gruppi parlamentari, salvo poi ritornarci dopo l’esperienza a Palazzo Chigi al fianco di Conte. Il requisito dell’anzianità dei 5 anni inserita nell’emendamento è rispettato. A fine legislatura potrebbero avere lo stesso requisito anche Paola Taverna e Vito Crimi, che dopo la fine dell’impegno parlamentare, sono stati recuperati con contratti al gruppo M5S.

Credits

Il Giornale

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