giorgio levi

Spogliarello in cambio di articolo. Ordine dei giornalisti della Lombardia: “La Procura indaghi”

Fotografia Wikipedia

Ora tocca alla Procura di Milano indagare sul caso del giornalista che avrebbe promesso un articolo in cambio di una sessione hard in videocall ad una imprenditrice pugliese. Lo chiede il consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Il nome del giornalista non è stato rivelato. Tuttavia, il fatto che l’Ordine della Lombardia chieda di andare a fondo della questione dovrebbe restringe sensibilmente il campo, almeno a livello regionale. Il lavoro della Procura servirà a chiarire come si è svolta la vicenda, che non ha contorni così netti. E soprattutto a svelare il nome del giornalista, che potrebbe essere, se l’accusa che gli rivolge la donna dovesse essere accertata, deferito al Consiglio di disciplina e andare incontro ai provvedimenti previsti dalle norme che regolano la professione. Naturalmente oltre a quelli previsti dalla legge ordinaria.

Questo il comunicato dell’Ordine della Lombardia.

“Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia intende seguire con attenzione tutti gli aspetti delle vicende rivelate dalla collega professionista Roberta Rei, in un servizio andato in onda su Italia1, nella trasmissione Le Iene, il 10 gennaio, a proposito di uno scambio tra la pubblicazione di un articolo e uno spogliarello in videocall che sarebbe stato proposto da un giornalista a una imprenditrice.

L’episodio può creare un danno reputazionale forte sull’intera categoria: occorre quindi che vengano individuate tutte le eventuali responsabilità personali.

Nell’impossibilità di conoscere l’identità del collega che avrebbe proposto lo scambio, e quindi la stessa competenza dell’Ordine lombardo e del suo Consiglio di disciplina territoriale, l’Ordine ha invitato la Procura di Milano ad acquisire il video, chiedendole di svolgere – nel caso in cui siano individuati profili di rilevanza penale – le indagini più appropriate, e di agire nel caso in cui venissero ravvisate ipotesi di reato“.

Credits

Ordine dei giornalisti della Lombardia.

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