giorgio levi

L’altro giornalismo nell’inferno dell’Ucraina. I reportage di guerra via podcast di Cecilia Sala

(foto di Sima Ghaffarzadeh da Pexels)

Nella sua newsletter settimanale Altre/Storie Mario Calabresi questo venerdì racconta di Cecilia Sala, reporter nelle zone di guerra dell’Ucraina. Scrive Calabresi: “Cecilia ha 27 anni e sta dimostrando che esistono nuove forme di giornalismo, capaci di parlare a tutti e capaci di farsi ascoltare anche dalle generazioni che hanno perso l’abitudine di comprare i quotidiani. Un giornalismo che ti porta nelle cose, che attraverso la voce ti permette di immergerti nelle situazioni. Cecilia Sala è la prima inviata podcast che io conosca, questo significa che non è in Ucraina per un giornale, una televisione o una radio, ma per fare un racconto audio quotidiano, una storia che contiene interviste, spiegazioni, voci, suoni, rumori e che può durare tra gli 8 e i 15 minuti. Un racconto che si chiama Stories e che si può ascoltare gratuitamente su tutte le piattaforme audio. Un racconto che è comprensibile a tutti, perché ha la voglia, la curiosità e il piacere di spiegare le cose, senza dare nulla per scontato, e che viene ascoltato ogni sera da più di 100mila persone”.

Altro da aggiungere non c’è. Se non ascoltare i racconti di guerra di Cecilia. Sentire la sua voce, quelle delle persone che incontra, dei rumori, dei silenzi, dell’urlo delle sirene. Sala è lì dove accandono i fatti più sconvolgenti di questa guerra a due ore di aereo da casa nostra. Spiega Cecilia perché ha scelto questo giornalismo via podcast: “L’audio è meno invasivo del video, le persone si dimenticano subito del microfono e si confidano, raccontano, ti aprono le porte delle loro vite. Il podcast mi permette il lusso di avere un tempo lungo di narrazione, che posso riempire con tante voci e dettagli e così chi ascolta ha la sensazione di essere lì con me”.

Un consiglio. I reportage del podcast Stories (produzione Chora Media) arrivano tutti i pomeriggi alle 18. Ascoltateli in famiglia, come fosse una radio, sono molto brevi, massimo 10 minuti, non perderete tempo. Ma fate in modo che li ascoltino anche figli o nipoti, così a tavola non si lamenteranno se la pasta è troppo scotta.

Credits

Altre/Storie di Mario Calabresi

Stories di Cecilia Sala

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