giorgio levi

La crisi dei giornali: “Il punto di non ritorno alla fine degli anni Venti. Poi un’agonia fino al ’35 e poco dopo la morte di tutto il sistema”

Andrey Mir (foto profilo Twitter)

Se volete trascorere una serata di sabato in allegria leggetevi il lungo, dettagliato e interessantissmo pezzo di Franco Debenedetti su Il Foglio di oggi. Alla fine della lettura vi prenderà dentro l’anima una sorta di malinconia crescete e la nebbia di queste mattine autunnali già fredde vi sembrerà uno scherzo.

Debenedetti analizza il mercato dei quotidiani e dei giornali in genere partendo da un saggio di Andrey Mir Post giornalismo e morte dei giornali, un libro che è stato salutato dalla critica britannica come il più importante contributo alla teoria dei media degli ultimi anni. Il saggio indaga sullo stato attuale dell’informazione, con una buona dose di ragionevole pessimismo sul destino del supporto sul quale state leggendo queste parole.

L’attacco del pezzo è la sintesi della teoria di quello che è considerato il più importante massmediologo del mondo: Il punto di non ritorno per il collasso del sistema di produzione e distribuzione dei giornali si situerà tra la metà e la fine degli anni ’20. Una lunga serie di chiusure continuerà fino alla alla meta degli anni ’30: cinque anni di agonia, seguiti da 10 anni di convulsioni, e poi la morte.

Beh, ora lo sapete.

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