giorgio levi

I giornalisti della Gazza lo hanno soprannominato Editorino. Ora è guerra aperta tra l’imbufalito Urbano Cairo e la redazione della Rosea

Antonello Valentini, ex direttore generale della Figc, sul suo profilo Facebook ha pubblicato questo post, ripreso anche da Dagospia, che svela un retroscena gustoso tra il presidente di Rcs e i giornalisti della Gazzetta dello Sport, già in guerra aperta con Cairo per tagli a stipendi e compensi domenicali.

Riporta Valentini: “Adesso basta, il troppo stroppia, io vi pago e voi mi prendete pure per il culo. Urbano Cairo è sbottato di fronte all’ultimo soprannome che gli hanno affibbiato i giornalisti della Gazzetta dello Sport,una delle corazzate di Rcs, il suo gruppo editoriale che comprende anche Corriere della Sera e La 7.

Lo chiamano Editorino. Un mix geniale tra la statura, la cazzimma imprenditoriale dell’ex pubblicitario (di Berlusconi) , gli interessi sportivi come patron del Torino e la voglia di normalizzare la redazione della Gazzetta, fra tagli, cassa integrazione,riduzione dei notturni e dei costosissimi turni domenicali,con i giornali in piena crisi di vendita e pubblicità ai tempi del coronavirus.

Dal palazzo della Gazzetta non passa nemmeno più. Quando entra nella storica sede di via Rizzoli a Milano, Urbano Cairo salta a pie’ pari la redazione del giornale e va dritto ai suoi uffici esclusivi nella cosiddetta Torre.

E per dare un altro segnale forte ai signori giornalisti della Gazzetta dello Sport, ha inasprito la vertenza sindacale in atto. Ha sollevato dall’incarico di mediatori i suoi fidi Carione e Ribaudo, considerati troppo morbidi e troppo trattativisti, e ha affidato lo scontro sindacale a un mastino come Giuseppe Ferrauto.

Così imparano a rispettare il loro editore, gli è sfuggito con un ghigno nell’ultima riunione del suo staff.

Altro che Editorino, adesso vediamo chi comanda qui”.