giorgio levi

I sovranisti che non distinguono la democrazia dal totalitarismo. Soprattutto se c’è di mezzo Putin

Il generale Igor Konashenkov (foto Wikipedia)

Sulla vicenda dell’équipe russa inviata da Mosca in Italia e che ha visto coinvolto Jacopo Iacoboni, giornalista della Stampa critico (qui per abbonati) sulla missione russa, si sono già espressi oggi il direttore del giornale Maurizio Molinari (qui per abbonati) e ancor meglio Carlo Bonini su Repubblica (qui per tutti).

L’accusa di Mosca parte da Igor Konashenkov, generale e rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo (si può leggere qui) che diffonde una nota lunga che si conclude con una autentica minaccia: “Per quanto concerne I committenti veri della campagna mediatica russofoba di La Stampa, che ci sono noti, consigliamo loro di imparare un’antica saggezza: Qui fodit foveam, incidet in eam (chi scava una fossa al prossimo ci finirà prima). O, per essere ancora più chiari: Bad penny always comes back”.

Iacoboni ha ricevuto una generale solidarietà dai colleghi (Fnsi , Subalpina, Comitato di redazione), da giornalisti di altri quotidiani al mondo politico, anche europeo.  Tra le forze politiche, i Radicali italiani e +Europa hanno chiesto all’esecutivo di intervenire e fare luce sulla questione. Stessa richiesta anche da parte del  Pd  che chiede a Di Maio “di far immediatamente sentire la sua voce”, e di Europa Verde: “Il governo, a partire dal presidente Conte e dal ministro degli Esteri Di Maio, convochi l’ambasciatore e pretenda immediatamente le scuse del Cremlino”. Dura anche la reazione di Forza Italia:  “Se Luigi Di Maio si ricordasse di essere ministro degli Esteri, superato lo stupore iniziale reagirebbe”. Anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi esprime solidarietà su Twitter: “Chi minaccia un giornalista come Jacopo Iacoboni minaccia tutta la libera informazione. E dunque mette in discussione non solo la qualità della vita di una persona ma anche la qualità della vita democratica. Solidarietà a Iacoboni“. “Sappiamo bene da tempo cosa rischiano i giornalisti in Russia, l’Europa è un’altra cosa”, afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori scrive su Twitter: “Solidarietà a Jacopo Iacoboni e alla Stampa per le intimidazioni ricevute da portavoce della Difesa russo. Noi siamo grati d’avere a #Bergamo medici e infermieri russi che ci aiutano a curare i nostri malati, ma non è accettabile alcuna minaccia alla libera informazione”.

In questo quadro politico, che mette insieme esponenti di destra e sinistra, non si può non notare l’assenza di Salvini e Meloni. I due sovranisti (ma perché i fascisti li chiamiamo sovranisti? ) che si sono tirati fuori dal coro di proteste. E’ evidente che per loro va bene così. Prima di tutto il protettore Putin. La libertà di stampa, le ingerenze e le minacce di una nazione verso un altro Paese sono sciocchezze e montature dei giornaloni. La Russia è intoccabile. Più ancora della difesa e dell’indipendenza del proprio Paese. L’avreste mai detto 50 anni fa?

Forse non si è fatto abbastanza per inchiodare la Lega ai suoi rapporti con Mosca. Forse questa è la destra che ci meritiamo. Bottegaia e illiberale. La destra che sguazza in queste settimane di Costituzione sospesa, che spinge per norme di salvaguardia sempre più rigide, che invoca militari ad ogni angolo di strada. E che se ne fotte se uno stato minaccia la libertà di espressione di un giornalista che lavora in un Paese della Comunità Europea. In Russia i giornalisti dissidenti scompaiono o muoino misteriosamente, noi ce li teniamo ben stretti. E voi vergognatevi.