giorgio levi

Digital first, prima di tutto

Curiosa campagna pubblicitaria de La Stampa. Da un paio di giorni compare questa pagina Essere informati è la prima regola. Il messaggio al centro della pagina dice, riferito ai giorni del coronavirus: “Invitiamo tutti a fronteggiare questa situazione con equilibrio restando a casa. Vi terremo costantemente informati sulla nostra piattaforma digitale”.  Governativo, ma corretto. E dati i tempi necessario. Tuttavia, si presta a due interpretazioni.

1. Siate lettori informati, leggete i giornali, noi siamo la vostra garanzia sulle notizie che diffondiamo. Ottimo. Con quel sacco di pirla che frequentano il bar dei social (aperto anche dopo le 18) far capire che le notizie non nascono dal nulla, che non è quello che la zia della cognata del fratello ha detto, è assolutamente necessario.

2. Ma. Ecco l’autogol. State a casa, le notizie le trovate sulla nostra piattaforma. Come sarebbe a dire? E il giornale di carta, le edicole, il lavoro fatto per quella edizione? Una citazione che fosse una che esiste ancora una versione cartacea del giornale, niente? E che le finanze dell’editore campano ancora su quello? Ok, mica si può avere tutto.

Uscire per andare alle edicole non è proibito, il giornale di carta non sarà più prioritario nella strategia editoriale (giustamente) ma c’è. Perciò prendetevi ‘sta boccata d’aria, il vostro edicolante è a secco, pochissimi i biglietti e gli abbonamenti venduti per bus e metro. Se gli togliete anche  giornali addio. Tenetevi fra le mani questa preziosa copia in carta, leggetela con calma, anche a casa, proprio come vuole Conte (il premier).