giorgio levi

“De Benedetti non teme l’incapacità dei figli, ma che Repubblica finisca nelle mani di John Elkann”

Leggo oggi su Il Foglio un pezzo, su Carlo De Benedetti, a firma di Stefano Cingolani: “La voce veniva da lontano (se ne parlava fin dalla scorsa primavera) e saliva in un crescendo rossiniano: i suoi figli (di CdB, ndr.) stavano per cedere La Repubblica. E a chi? A John Elkann, l’erede, il prescelto, una nemesi che agli occhi di De Benedetti aveva l’amaro sapore della beffa”. E qui Cingolani riassume la conflittuale storia di Cdb con la famiglia Agnelli. Più di 50 anni di storia tormentata, a cominciare dal (presunto?) tentativo dell’Ingegnere d’impossessarsi della Fiat e per questo allontanato in soli 100 giorni dall’Avvocato.  E poi Agnelli che apre a Berlinguer e la sconfitta di Cdb nella scalata alla Sociéte Génerale de Belgique, quando il mondo della finanza fa quadrato e lo ferma. Tutta roba un po’ datata, adesso quello che conta sono gli eredi che, secondo Cdb, scrive Il Foglio: “hanno fatto a pezzi la Fiat”.

Insomma, non c’è del tenero e mai ci sarà tra Carlo e John: “Un abisso li divide. E non solo l’età, ma la visione del mondo, il carattere, i comportamenti, il linguaggio del corpo”.  (Ma che linguaggio del corpo ha Jaki? A parte la balbuzie giovanile, ora si è corretto e si esprime abbastanza bene).

Il Foglio poi si fa la domanda delle cento pistole: “Allora perché due anni fa l’ha (John, ndr.) portato in casa con l’operazione Gedi?”. Beh, l’Ingegnere non va per il sottile, come in questi giorni si è letto e sentito da più parti: “Sono stati Rodolfo e Marco che non capiscono nulla di editoria e non amano La Repubblica“.

E ancora: “Che cosa ne farebbe (di Repubblica, ndr.) Elkann? Una copia sbiadita dell’Economist? O peggio ancora de Il Corriere della Sera? Creare un gruppo editoriale internazionale è l’ambizione non celata dell’erede Agnelli, il quale nel 2015 ha speso 405 milioni di euro per il 43% del prestigioso settimanale britannico. Ma con Rcs non è andata affatto bene e il Corsera è finito a Urbano Cairo”.

Finale: “C’è, insomma, una intera vita, una storia, un intreccio di passione, ragione, interesse, dietro il colpo di mano tentato da Cdb. Umano, troppo umano. E chissà se si fermerà”.

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