giorgio levi

Mi prendo una pausa

Questo blog si prende una pausa. Un po’ per le vacanze che arrivano, e molto perché devo capire il senso delle cose.

Il Times era nato come un bloggettino che stentava a decollare, quando avevo un centinaio di lettori al giorno mi sentivo un re. Poi, un po’ alla volta, è cresciuto. Poco? Tanto? Questo non lo so. Quello di cui sono certo è che i blog a gestione personale faticano molto, hanno numeri bassi, anche tra i blogger più titolati.

Il mondo della rete è cambiato, i social hanno divorato il terreno su cui noi 20 anni fa avevamo cotruito i nostri primi diari e un po’ alla volta tutto è diventato più faticoso. Detto ciò, io non mi posso lamentare. Il mio è un sito molto di settore, mi occupo solo di giornali e giornalisti e in questi 5 anni ho dedicato un tempo infinito alla ricerca delle notizie. Tutte verificate, controllate, con le fonti in ogni post sempre in evidenza.

Il Times ha seguito la vicenda della maxi concentrazione editoriale Gedi, con tutti i suoi risvolti finanziari ed economici, come nessun altro sito in questo Paese. Ringrazio i colleghi che a titolo del tutto amichevole mi hanno tenuto costantemente informato sui loro giornali e sulle loro redazioni. Siete stati preziosi.

Un lavoraccio, ma amo la mia professione e questo era un modo per starci dentro e allo stesso tempo tenere i giornalisti informati su quello che accade nel loro mondo. Ogni mattina, estate o inverno, sette giorni su sette, l’ho dedicata alla caccia delle notizie. Che è sempre uno sport meraviglioso. Sono stato premiato da numeri interessanti e da un passa parola che mi ha portato numerosi lettori.

Adesso però devo capire che senso ha continuare a svolgere le funzioni di consigliere dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. Mi ero impegnato, con chi mi ha votato, a tenere informati, attraverso questo blog,  su quello che accade a Palazzo Ceriana. Un compito, quello di consigliere ostacolato da mille frenate, da intralci e da un fuoco amico che non ti aspetti.

Il consiglio ha perso in questi giorni una delle poche prerogative che ha: la scelta dei candidati da proporre al Comitato Tecnico Scientifico del master Giorgio Bocca per la direzione delle testate per il nuovo bienni 2019-2020.  La riconferma del direttore delle testate è stata votata dal Comitato Tecnico Scientifico della scuola, senza che il   Consiglio dell’Ordine ne avesse mai discusso prima, come prevede il regolamento. Saltare a piè pari il Consiglio, in una delle pochissime prerogative importanti che gli spettano, è bruttissima cosa. E qualsiasi spiegazione è un rappezzo.

Mi fermo. Rifletterò sull’utilità di questo blog. E sul senso che ha continuare a svolgere, in queste condizioni di totale inutilità politica, le funzioni di consigliere dell’Ordine.

Buona estate a chi mi ha letto fin qui.