giorgio levi

50 anni ben portati

Quando nel giugno del 1968 un gruppo d’intellettuali torinesi, di primissimo piano, fondò il Centro Studi Pestelli avevo 16 anni. Eravamo a poche settimane dallo scoppio rivoluzionario del Maggio francese e io tre mesi dopo mi sarei iscritto al Movimento Studentesco del mio liceo. Di questo Centro sul giornalismo non ne sapevo nulla e, in ogni caso, ben poco mi sarebbe interessato.

Erano anni di contestazioni, rivendicazioni, proteste anche dure e violente. Nei cortei, in piazza,nelle interminabili assemblee. Il Pestelli mi sarebbe sembrato un mortorio, se avessi saputo della sua esistenza. Leggevo i giornali, i ciclostili, le pubblicazioni clandestine, mi occupavo del giornale del mio liceo. Molta politica, tanto cazzeggio. Ma è stato un passaggio generazionale necessario. Sono felice di esserci stato.

Ora è trascorso mezzo secolo esatto. Il Pestelli ha attraversato 4 decenni con il suo carico di gloria e di storia. E’ ancora oggi il miglior centro di documentazione giornalistica che esista in Italia.

Sono onorato di esserne il presidente da qualche anno. Tutti insieme lavoriamo per dare al Pestelli la visibilità che merita e che si era appannata negli anni passati. Il Premio alla miglior tesi di laurea a febbraio, l’edizione di saggi storici, la partecipazione ad altre iniziative editoriali.

Ci siamo. E domani 21 giugno alle 21 saremo nel cortile storico del Circolo della Stampa a Palazzo Ceriana a Torino per brindare e assistere in anteprima alla proiezione del documentario “Quegli anni gloriosi da cronista”. Una produzione che accomuna l’Associazione Stampa Subalpina e il Centro Pestelli.

Ci vediamo lì, la festa è aperta a tutti.