giorgio levi

Che tenerezza

E’ proprio vero che i vecchi fanno tenerezza. Me ne accorgo parlandomi allo specchio. Se ci fosse il premio Tenerone dell’Anno questa volta andrebbe diviso a pari merito tra Eugenio Scalfari e Papa Francesco. Il primo su Repubblica ha sorpreso tutti affermando, e scrivendo, di avere intervistato il Papa in persona. Il secondo ha smentito: non è vero.

La faccenda è riassunta bene qui dall’Avvenire. Naturalmente tutto questo ha avuto una coda di polemiche, a cominciare da quanto scritto da Piergiorgio Odifreddi, uno che al solo sentirlo (e vederlo) ti verrebbe voglia di mettergli le mani al collo.  Odifreddi sostiene qui che questa di Scalfari è una stata vera e propria e meditata fakenews e si domanda scandalizzato perché Repubblica l’abbia pubblicata. E’ un vero peccato che l’orrido Odifreddi se lo chieda proprio dalle colonne di Repubblica. Ad ogni buon conto va dato merito al giornale di avere mantenuto la barra liberal diritta e di aver accolto le stravaganti divagazioni del matematico ateo che la sa sempre più lunga degli altri. Magari qualcuno gli risponderà.

Tuttavia, il punto non è questo. E’ vero che Scalfari ha spacciato per intervista con il Papa un dialogo privato che Francesco gli aveva concesso (e ovviamente non poteva farlo). Ma, volete mettere la tenerezza di questo vecchio cronista che scambia due parole con il Papa e poi torna a casa, chiama il suo giornale e dice: ragazzi fermate le rotative! Ho intervistato il Sua Santità! Un ragazzino alle prime armi.

L’altro tenerone è Papa Francesco. Ora, sarà pure l’erede di Cristo in terra, ma lì nel suo studio sta chiacchierando con Scalfari, un specie di squalo che naviga da trent’anni nei mari più infestati della politica, non sa che la faccenda che l’inferno non esiste è musica per le orecchie del vecchio Eugenio? Pensava che se lo tenesse per sè? Fortuna che non c’è il quinto segreto di Fatima.

A differenza di quanto afferma con la sua acida opinione Odifreddi c’è invece una genuinità che consola, e che fa bene a tutti noi di questi tempi, nel comportamento di entrambi. Vecchi, ma non citrulli, tutti e due ringiovaniti e rinvigoriti dal lavoro che svolgono. Uno fa il giornalista fino in fondo,  anche quando sa che quello che ascolta non potrà dirlo. L’altro si confessa ingenuo, come se quello che ha davanti fosse un prete di campagna.

Tra l’altro. La storia che l’inferno non esiste pare sia una balla, abilmente ricamata da Scalfari. E’ un peccato però, quella sì che sarebbe stata una notizia. Magari potrebbero rivedersi e spiegarsi meglio.

Credits

La cosiddetta intervista di Scalfari a Papa Francesco