giorgio levi

E’ la settimana del Corriere della Sera. Venerdì 24 Torino spezza il monopolio dell’informazione

Una foto storica, tra i grandi del Corriere della Sera. Da sinistra Montanelli, Afeltra, Biagi, l’allora presidente Ciampi e dietro De Bortoli

Da ragazzo sognavo soltanto di fare il giornalista ed entrare nella cronaca de La Stampa. Chi ha letto Volevo essere Jim Gannon lo sa, perciò non starò a ripetermi. Ma questo è un blog, cioè un diario, oggi è sabato e dunque annoto un po’ quel che mi pare.

Quando ho cominciato a viaggiare dieci giorni all’anno li dedicavo a Londra. E in quei dieci giorni, quasi ogni sera, prendevo la metro e a mezzanotte passeggiavo avanti e indietro per Fleet Street (prima che tutti i grandi giornali si trasferissero al Canary Wharf) e arrivavo fino al pub che stava sotto le arcate del treno, verso St.Paul. Lì sapevo che all’una arrivavano i giornalisti con i loro quotidiani sotto il braccio, freschi di stampa. E mi piacevano i grandi camion che dalle strette vie laterali, verso il Tamigi, caricavano le copie da distribuire. Insomma, forse ero un po’ picio, ma quella fascinosa professione mi era entrata dentro. Così è stato per New York o San Francisco, saccheggiavo le edicole, capivo la metà di quello che leggevo, negli alberghi aspettavo la mattina per aprire la porta della stanza e incantarmi davanti  a quel malloppone di quotidiani posati davanti all’uscio.

Nei tanti anni di Milano, un giro la sera, ogni tanto, lo facevo anche sotto le finestre del Corriere della Sera in via Solferino. Lavoravo in Mondadori, quindi non proprio per l’ultimo degli editori di questo mondo. Ma quel palazzo così austero, quelle finestre illuminate, quel giornale ben scritto,  con le notizie raccontate come solo i bravi giornalisti sanno fare, beh tutto questo esercitava il solito fortissimo fascino che solo chi crede davvero in questa professione è capace di sentire.

Mi sono innamorato spesso dei giornali. Qualche volta ricambiato, altre respinto brutalmente. Ho sempre pensato che è come chi si innamora di tante donne, mica può averle tutte. Tuttavia, quando quella scintilla scocca, ti arrampichi sui vetri pur di arrivarci. Per me è stato così con La Stampa. Tra mille ostacoli, alla fine il sogno si è avverato. Molto alla fine, ma è anche vero che l’amore non ha età e perciò in fondo c’è una giustificazione per tutto.

Oggi, che ho riposto finalmente i sogni, sono contento ed emozionato per i colleghi e gli amici che hanno raggiunto Il Corriere della Sera, edizione di Torino.  Sarà un grande giornale e farà del bene a questa città.  All’alba di venerdì 24 novembre sarò il primo davanti all’edicola. Buon viaggio, ragazzi.

Credits

Su Il Corriere della Sera l’annuncio dell’uscita torinese di Massimo Gramellini