giorgio levi

Perché scriviamo gratis?

Sul PostIt di DataMediaHub di oggi leggo di questo pezzo pubblicato sul magazine Studio (cartaceo e online, direttore Federico Sarica). Il tema riguarda la scrittura e la domanda di fondo è: perché oggi è sempre più diffuso scrivere gratis? L’articolo L’era dello scrivere gratis è firmato da Anna Momigliano (milanese, 37 anni, giornalista e autrice di numerosi saggi e reportage dedicati soprattutto ad Israele).

Momigliano annota: ” Quello dello scrivere o non scrivere gratis è uno dei temi più divisivi tra i giovani creativi e lavoratori culturali. Da un lato c’è il campo di chi scrive per la gloria o per la visibilità, oppure, perché no, per l’amore di scrivere; dall’altro chi si scandalizza alla sola idea, questo è un lavoro, perdiana, chiederesti a un idraulico o a un dentista… insomma, conosciamo l’argomentazione. In mezzo c’è una pletora di dorotei, coi loro distinguo: dipende dal caso, se un progetto proprio mi piace, se ha un prestigio tale da valerne la pena, se me lo chiede un amico, o se in quel momento sto già guadagnando tanto per i fatti miei. Quanto a me, sarei ben felice di unirmi ai terzisti della realpolitik, se non fosse per il dettaglio che, guarda un po’, devo dosare le forze: i giorni liberi dagli impegni redazionali di Studio sono pochi e preferisco dedicarli a progetti remunerativi o, in alternativa, al parrucchiere”.

Senz’altro da leggere. Devo dire che non ho mai scritto un articolo gratis in 40 anni di professione, anche nei periodi duri della disoccupazione, quando avrei potuto farlo per non perdere visibilità o contatti o amicizie.  Negli anni di tutor al master di giornalismo dell’Università di Torino dicevo ai giovani allievi: ragazzi, non scrivete mai gratis, per nessuna ragione al mondo. Il vostro lavoro va pagato e non esistono buone ragioni per affermare il contrario.

Tuttavia, le cose vanno peggio che in passato. Nei giornali (soprattutto con l’enorme diffusione di testate online) l’abitudine è far lavorare i collaboratori senza pagarli. In cambio di promesse che non hanno alcun fondamento. Tipo ottenere il tesserino da giornalista, che nessun Ordine dei giornalisti può rilasciare se non si dimostra di essere stati compensati per il lavoro svolto.

La scrittura gratuita nel giornalismo  è un ricatto, una grande trappola, una forma di schiavismo del nostro tempo. Rifiutare sempre. E magari cambiare mestiere, in fondo la dignità non ha prezzo.