giorgio levi

Brevi, anzi brevissime. Vola il No al prelievo forzoso. Il giro perverso della pubblicità. Repubblica risarcisce Rti

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Vola il “No” al prelievo forzoso dell’Inpgi. Vola verso le 800 firme l’appello per fermare il prelievo dalle pensioni deciso dal cda dell’Inpgi con l’acqua alla gola per un bilancio disastrato. Molte le firme “eccellenti” che condividono la battaglia: Alberto Statera o Andrea Purgatori, Daniele Mastrogiacomo o Toni Capuozzo, Massimo Franco o Giovanni Valentini. E poi in ordine sparso Paolo Brogi, Francesco La Licata, Roberto Martinelli, Giuseppe Sangiorgi, Pietro Veronese, Emanuela Audisio, Nicola Caracciolo, Alberto Stabile, Antonello Valentini, Valeria Gandus, Paola Pilati, Francesco Damato, Paolo Conti, Armando Sommajuolo, Giovanni Cerruti, Massimo Lugli, Carlo Fusi, Gianni de Felice, i quirinalisti dei due principali quotidiani Marzio Breda e Umberto Rosso, Fabrizio Ravelli, Marcello Veneziani. E ancora i colleghi della Rai Giancarlo Santalmassi, Maurizio Torrealta, Enzo Nucci, Aldo Forbice, Mario Giobbe, Duccio Guida, Daniela Brancati, Mariella Milani, Fabio Cortese. E quelli in attività: Virginia Piccolillo,  Maria Novella De Luca, Sandro Petrone, Michele Smargiassi, Emilio Carelli a Marco Frittella. E ancora: Alessandra Longo, Angelo Lupoli, Marino Bisso, Fiammetta Cucurnia, Emiliano Scalia, Gabriella Lepre. I direttori: Ernesto Auci, Vera Montanari, Maria Luisa Agnese, Enrico Romagna Manoja, Gennaro Malgieri, Giampiero Gramaglia, Lorenzo Mondo, Mauro Bene, Matteo Cosenza, Beppe Lopez, Vittorio Stamerra, Giancarlo Minicucci. (Puntoeacapo)

Continua il calo del valore e aumentano gli spazi pubblicitari. Nei primi 8 mesi di quest’anno i quotidiani registrano un calo del valore pubblicitario del 5.4% e una crescita di spazi dello 0.7%. Fenomeno più accentuato per i periodici che vedono una flessione del 3.4% a fatturato ed una crescita del 2.5% a spazi. In .pdf i dati pubblicità (DataMediaHub).

Repubblica paga. Repubblica.it è stata condannata a corrispondere a RTI un risarcimento pari a 250 mila euro per aver pubblicato dal 2012 in poi, senza la preventiva autorizzazione di RTI di 127 video estratti da vari programmi televisivi delle reti televisive Canale 5, Italia 1 e Retequattro per circa 300 minuti di emesso. In termini legali pare si dica “concorrenza parassitaria”.

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