giorgio levi

Senza titolo, non me ne veniva nemmeno uno. Però un salto sulla Bitonto-Bari lo farei volentieri

sporting

Sono partito ben deciso ieri, convinto che l’assemblea annuale dell’Associazione Stampa Subalpina avrebbe riservato ai suoi partecipanti, se non tafferugli, almeno sommosse di popolo. Mi sono detto, Tallia ha organizzato un tardo pomeriggio estivo nella fatata cornice dello Sporting, con i vertici dei maggiori enti di questa disgraziata categoria, vuoi che non succeda un casino? Macelloni presidente Inpgi, Cerrato presidente Casagit, Lorusso segretario Fnsi. Embè hai detto niente, saranno botte da orbi. Mi vedevo gli  incazzatissimi pensionati scagliarsi sulla Macelloni per il “prelievo forzoso” o almeno per sapere se l’iniquo gesto di Camporese era definitivamente gettato alla ortiche. E poi la coda dei giornalisti furenti sulla questione del patrimonio immobiliare, sul disavanzo di bilancio  di 100 e passa milioni di euro, su come agirà l’ente che si è costituito parte civile nel processo Camporese. E così m’immaginavo la Macelloni svenire nelle braccia di Tallia e urlare: basta voi torinesi siete delle carogne! Alzarsi e andarsene sbigottita con Lorusso che cercava di fermarla con quella sua flemma pugliese, ma lei niente: è una trappola! vado in stazione! Torno a casa! E Cerrato che diceva: l’accompagno io, fate largo! Insomma, mi ero fatto sta fiction.

Per grazia di Dio sono rimasto invece sveglio fino alla fine della riunione. Piatta come un mare d’agosto senza onde. Macelloni espone come una brava maestra la situazione attuale dell’Inpgi (che è drammatica, se proprio vogliamo dirlo), Cerrato dice che il lavoro svolto da Casagit sta dando buoni frutti (e ci sentiamo tutti meglio, così non dovremo nemmeno ricorrere alle prestazioni della cassa dopo l’assemblea), Lorusso pensa alla riforma dell’editoria per spuntare qualcosa anche su delicatissimi temi come le concentrazioni editoriali, prepensionamenti e altre cosucce che stanno letteralmente minando la categoria. Lorusso dice che solo uniti si va avanti e che nella discussione va coinvolta anche la Fieg. Ho fiducia in quest’uomo che è un finto pacifista, ma se pensa che gli editori che hanno mandato in fumo l’eccezionale patrimonio economico, accumulato negli anni Ottanta e Novanta, senza mai progettare e investire un accidente sul futuro, siano oggi così disponibili, beh caro Lorusso sarai un mastino ottimista, ma mi sa che ti sbagli.

Quando è stata l’ora degli interventi non è successo nulla, a parte la questione dei collaboratori schiavi sollevata da Marco Bobbio, che è un po’ il leader delle truppe addette alla costruzione delle piramidi con la frusta sulla schiena. Ha detto che è contento se con la riforma la Fnsi riesce a portare dentro al contratto un migliaio di precari, ma che il sindacato dovrebbe pensare di più a tutelare gli schiavetti che nel contratto non ci entreranno mai. Lì non ho sbadigliato, debbo ammettere. Il resto è scivolato via, liscio come un campo di grano senza vento. I pensionati c’erano, ma nemmeno uno dei furenti. Gli altri si sono accontentati d’intervenire e menarla un po’ per le lunghe. Uno ha confuso il microfono con il telefonino e cercava di parlarci dentro tenendolo all’orecchio, poi è scappato, credo, verso Casa Serena.

Il meglio della giornata però è sempre il “dopo”. Cioè la cena tra noi, vecchi amiconi. L’ho già detto l’ultima volta che Lorusso è stato a Torino. Mangiare con lui è uno spasso, se fosse più vicino ci andrei una volta la settimana. Fa bene allo spirito, erano anni che non ridevo così. Lorusso (ben spalleggiato da Cerrato, che è un altro che ti mette di buon umore in versione torinese) ha raccontato storielle di colleghi pugliesi divertentissime. Quella del giornalista-avvocato che chiede soccorso ad una prostituta per l’auto in panne sulla Bitonto-Bari meriterebbe di stare dentro un film. Lorusso mi ha anche detto che sulle concentrazioni editoriali ci sarà battaglia, il 20%  appartiene ad un’era geologica, è ora di alzare la percentuale. Bon, è tutto. Magari la prossima volta per fare miglior figura prepariamoci meglio. Facciamoci tutti un giro sulla Bitonto-Bari.

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