giorgio levi

Ho sognato abbastanza, non metterò più i piedi sulla scrivania. Sto ripensando al Corsaro Nero

spotlight

Ho visto Il Caso Spotlight, grande film (credo) e ottima storia. E’ una delle quasi 100 pellicole che ho visto e che raccontano di giornalisti e giornali.

Quanto tempo è passato da quando Clark Gable (Jim Gannon) in 10 in amore ha impresso una svolta determinante alla mia vita? Avevo 10 anni quella notte di nascosto davanti alla tv, dunque 54 anni fa.

Poi ci sono stati Quarto Potere e Dentro la notizia e Cronisti d’assalto, Prima Pagina, Inviati molto speciali, Sindrome Cinese, Diritto di Cronaca, Quinto Potere, Tutti gli uomini del presidente, Accadde di notte, State of play, Piombo rovente e tutti gli altri che non ricordo. Li ho acquistati, collezionati, visti, rivisti, stampati nella memoria. Mi sono arrampicato a mani nude sui vetri pur di fare come Paul Newman o Robert Redford, William Hurt o Michael Douglas o Jack Lemmon.

Tutto congiurava perché io non potessi mettere i piedi sulla scrivania come Dustin Hoffman o la cornetta del telefono appoggiata alla spalla come Nick Nolte. Ho ingaggiato lotte impari per farmi assumere da qualche parte, tutte le battaglie che sembravano perse erano le mie. Ogni volta m’immergevo in una storia di giornalisti al cinema con convinzioni granitiche di successo sul mio futuro.

Quando ero un bambino ai primi anni di scuola la notte spesso non riuscivo a dormire. Così mamma una sera mi disse: “Chiudi gli occhi e pensa a qualcosa che ti piacerebbe fare. Vedrai come dormirai e che sogni farai”. Io allora amavo il Corsaro Nero (Salgari) e così me ne stavo al buio immaginandomi sulla tolda di comando di qualche nave di pirati. Funzionava e dormivo e sognavo assalti con le sciabole. A 10 anni entra Jim Gannon, il rude reporter di New York e la mia vita di sognatore cambia. Socchiudevo gli occhi e mi vedevo al centro di redazioni affollate, di open space sterminati, di scoop inimmaginabili.

Alla fine questo mestiere l’ho fatto davvero. E nonostante avversità e venti contrari non ho mai smesso d’innamorami di quei film e di quelle storie, con la certezza che sarebbero state un giorno anche le mie.

L’altro ieri però mi sono accorto che Spotlight ha chiuso per sempre una stagione di vita. Sono uscito dal cinema e non volevo essere Michael Keaton. E’ stata la prima volta. Saresti un demente, mi è stato detto, se sognassi ancora di fare il giornalista. E’ vero, ma il fatto è che questi 50 anni sono volati. Così, è dura ammettere che il tempo dei grandi sogni è finito per sempre.

PS. Beh, mi resta il Corsaro Nero, ogni tanto la notte me ne sto lì con gli occhi chiusi e ci penso.

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