giorgio levi

Inpgi, stop dei ministeri alla riforma. Primo round ai pensionati

Il ministero del Lavoro, secondo un documento, inviato prima di Natale, dal dicastero guidato da Giuliano Poletti al ministero dell’Economia (Mef), boccia la riforma Inpgi: “Va corretta”. E’ quanto si apprende dal sito di Franco Abruzzo che riporta un pezzo di Vitaliano d’Angerio de Il Sole 24 Ore.  Il ministero “ritiene che la delibera del Cda, nella sua attuale formulazione, non possa avere ulteriore corso. L’Istituto dovrà essere perentoriamente invitato ad adottare, urgentemente e comunque entro il 2016, tenuto anche contro dell’imminente rinnovo delle cariche, un provvedimento di riforma radicale che metta definitivamente in sicurezza la gestione”.

Il ministero, comunque, fa salvi alcuni punti della riforma che dovrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio, tra cui l’innalzamento dell’aliquota contributiva e la modifica dell’aliquota di rendimento sui montanti contributivi, a condizione che sia contenuta al 2 per cento. Non si può incidere sulle pensioni in essere con “un atto non avente forza di legge”.

Si tratterebbe però di una fase interlocutoria. Dal ministero fanno sapere che non c’è alcuna decisione definitiva ed è in corso «un’attività istruttoria». Nello specifico, il documento inviato al Mef rientra appunto nel confronto fra ministeri vigilanti. Inoltre il ministero guidato da Pier Carlo Padoan sta raccogliendo ulteriori informazioni per valutare la sostenibilità della riforma Inpgi sul lungo periodo.

Per ora quello che è certo è che il ricorso dei pensionati torinesi, e non solo, guidati da Salvatore Rotondo ha avuto esito positivo. Il ministero del Lavoro infatti chiede molta cautela sul «contributo straordinario» dei pensionati: “Si ritiene di porre in evidenza, sotto un profilo di legittimità, che, in quanto imposto da un atto non avente forza di legge che incide su pensioni già maturate e in pagamento (c.d. diritti acquisiti) nonché al di sotto della soglia di salvaguardia posta dall’attuale normativa (14 volte il trattamento minimo Inps), espone l’Ente a un probabile contenzioso dagli esiti molto incerti”. Ciò anche alla luce di numerose pronunce contrarie dei giudici, viene rilevato. “Pertanto tale particolare misura potrebbe comportare per l’Inpgi, in definitiva, addirittura maggiori oneri nel prossimo futuro a fronte di disponibilità, nell’immediato, peraltro presumibilmente esigue”.

Credits

La vicenda raccontata sul sito di Franco Abruzzo.

 

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