giorgio levi

Tallia verso la riconferma, nemmeno Morata gli ha portato sfiga

tallia

I dati statistici indicano una crescita dei giornalisti votanti rispetto al 2012 e al gennaio di quest’anno. Sono numeri, a me che in prima elementare andavo già a lezione di matematica da una puzzolente e cipollosa insegnante del quartiere, dicono ovviamente poco. Di mio preferisco guadare le facce, i corpi, i gesti, ascoltare i discorsi, le battute, le scemenze. Per questo da anni ormai (anche quando sono candidato a nulla, come in questa occasione) mi sfinisco di stanchezza a presidiare il seggio al freddo durante le votazioni e me ne sto fino a notte a raccogliere dati per aggiornare questo blog e perché i colleghi sappiano. E’ un po’ come quando da cronista seguivo le elezioni comunali nella varie città di provincia che ho frequentato. Alla fine uno ha gli occhi a palla, ma un po’ è contento. E nonostante l’età mi sento ancora lucido a sufficienza anche all’una di notte. O forse sono convinto di esserlo.

Come dicevo, la crescita del sindacato l’ho vista nitidamente quest’anno fin da domenica mattina, primo giorno di votazione. L’ho percepita negli occhi dei colleghi, dei ragazzi e delle ragazze, un sacco meno male. Dei veterani e degli esordienti, tanti questa volta. Chi batteva le brocchette (vero Tiziana e Andreja), chi fumava, chi sorrideva, chi raccontava cazzate, con quelle facce da inverno, pallide e acquose. Ma tutti indistintamente spinti da motivazioni che erano anni che non sentivo nell’aria. Per me è sempre come stare tra amici, ma anche con quelli che non conoscevo si è annodato subito un filo.

Mi piace tutta questa energia, voglia di fare, di battagliare, di crederci, di partecipare insieme. Tutti sanno che ho un debole per il giornalismo di provincia, che è stato il mio per così tanti anni, prima in Lombardia poi in Piemonte, dove ho battuto la presunta Padania paese per paese, casupola per casupola, giornate di terra per giornate di terra. Ecco, lì la voglia di fare c’è stata, eccome. Ieri notte in un incrociarsi di sms e telefonate, messaggi su fb con la novarese Paola Arbeia, la vercellese Gloria Pozzo, l’astigiana (diciamo così) Selma Chiosso, l’alessandrina Mimma Caligaris, l’altra mandrogna Antonella Mariotti (per me resti una di lì), l’eporediese Rita Cola, tutte donne che salto di qualità, ho intuito che Insieme per la Subalpina stavo crescendo nei consensi, che loro si erano date da fare, avevano parlato con gli altri, spinto con manate i colleghi più recalcitranti. Insomma, l’entusiasmo. Quel vocabolo che in provincia fa paura solo a pensarlo, si è costruito con quelle ragazze una solida base per il futuro del nostro sindacato piemontese. Che brave.

Ho infine trascorso l’intera giornata di ieri (anche pranzo e cena) con il segretario Tallia. A differenza della presidentissima Comazzi, che sta in quella corrente di pensiero dei cosiddetti giornalisti “positivisti ad oltranza”, e siccome la fiducia si dà solo alle “cose serie” (anche non formaggini) i colleghi l’hanno capito premiandola con la giusta dose di preferenze, ecco dicevo Tallia è l’opposto. Sorride, dialoga, scherza ma si capisce che sotto sotto sotto affiora la sua ansia elettorale: quanti avranno votato? come saremo andati? avremo vinto? Ma sì, Stefano vedrai.

Ieri sera tardi, mentre l’efficientissima macchina elettorale organizzativa di Giacomino Mosca procedeva come un treno nello spoglio delle schede, siamo andati a cena al solito Emporio Gastronomico di corso Vittorio. Con me e Stefano c’erano i candidati Ilaria Dotta la vegetariana e il vulcanico Jan Pellissier. Nel tavolo accanto si accaniva con le mani sulla pizza, come un troglodita del Pleistocene, la stella della Juventus Morata. Era con amici, credo, tipo lui. Sentivo che Stefano, pur giornalista sportivo Rai, abituato al palcoscenico calcistico più elevato, non era tranquillo. Ma lo capisco. Se io candidato alla segreteria del sindacato, prima dei risultati finali, mi dovessi trovare a cena con un giocatore dell’altra squadra di Torino, lo troverei un pessimo segnale del destino e passarei il tempo a toccarmi nel segreto della tovaglia. Stefano che è un fiulin educato non ha mostrato palesi segni di diffidenza. Però c’erano. Comunque, appena possibile ce ne siamo andati.

Insomma, Tallia nemmeno Morata ti ha portato sfiga. Puoi tirare diritto per i prossimi tre anni. Ci vediamo alle elezioni dell’Ordine a maggio, e lì non basterà una cena con l’intera Juve.

Credits

Ecco il raffronto tra il numero dei votanti (generale, professionali e collaboratori) nelle elezioni del 2012 e quelle per l’elezione dei delegati al congresso della Fnsi del gennaio 2015.

Elezioni Stampa Subalpina 30 novembre 2015. Hanno votato 648 giornalisti in Piemonte, 409 professionali, 239 collaboratori.

Elezione delegati congresso Fnsi gennaio 2015. Hanno votato 574 giornalisti, 338 professionali, 236 collaboratori.

Elezioni Stampa Subalpina 2012. Hanno votato 635 giornalisti in Piemonte, 259 professionali, 276 collaboratori.

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