giorgio levi

Alla fine il tesoriere c’è, poi voltiamo pagina

statiuniti

E’ andata così. Il consiglio dell’Ordine mi ha nominato oggi tesoriere, posto vacante dalla primavera scorsa, subito dopo le elezioni e la frattura avvenuta all’interno della coalizione di Insieme per l’Ordine  che aveva riproposto Alberto Sinigaglia alla presidenza. I fatti di primavera sono noti, qualche chiarimento c’è stato, altro è rimasto nel vago, non abbiamo fumato il migliore calumet della pace (e neanche altro, male non ci avrebbe fatto), ma nemmeno abbiamo dissotterato l’ascia di guerra.

D’altra parte qui è tutto un po’ così, una mediazione a tempo indeterminato. Capisco, se posso mi adeguo, non sono certo che le mediazioni portino a dei risultati.  Sono dell’idea che gli angoli siano utili non per essere smussati ma per affrontarli e superarli, di punta (angoli appunto). Si fa più strada e si ottengono risultati migliori.

Già che ci siamo dico anche che resto favorevole, come già avevo scritto qui ad un azzeramento dell’Ordine, come entità in generale, pur con tutte le difficoltà normative del caso. La svolta verso l’era di giornalisti 2.0 è possibile solo ripartendo da zero, tenendo a mente che i giornalisti del futuro saranno soltanto quelli che svolgeranno questa professione e non altre, e che questo dovrà essere il loro esclusivo lavoro. Alle riforme non credo, portano via tempo, durano anni e sono già vecchie prima ancora di nascere.

Il fatto che sia favorevole alla rivoluzione finale (come migliaia di altri professionisti di questo Paese) non significa abbandonare la nave davanti all’Elba. L’avere accettato di svolgere il ruolo di tesoriere rientra esattamente in questo. Se indosso la maglia di consigliere dell’Ordine significa che giocherò in questa squadra per portare a casa i risultati migliori. Dati i tempi di inconsolabile magra sarà difficile che siano esaltanti. I costi lievitano e le risorse si restringono, mentre dovrebbe accadere esattamente il contrario. Ci proverò. Quello che è certo è che mi opporrò  a far pagare il conto agli iscritti. In un mondo giornalistico piemontese dove ci sono editori che compensano con un euro ad articolo e altri che non esitano a mettere alla porta ragazzi che hanno abbondantemente sfruttato per anni, e con l’iscrizione all’Ordine obbligatoria, è un passo che non ci possiamo permettere.

Vedremo, l’unica certezza che posso assicurare è il ruolo di questo blog e la trasparenza su quello che accade in corso Stati Uniti. Questo sì.