giorgio levi

Exor lascia Piazza Affari e si quota alla Borsa di Amsterdam. Ma non è una fuga dall’Italia. La partita si giocherà sui piani industriali, non sulla finanza di famiglia

Exor, holding della famiglia Agnelli, lascia la Borsa di Milano e trasferisce la quotazione delle azioni ordinarie a Euronext Amsterdam.

Una breve nota a margine della notizia. Ho notato sui social il solito accanimento anti-Agnelli che accompagna la famiglia da decenni.

Il trasferimento, si legge in comunicato stampa “allineerà la sede di quotazione della Società con la sua struttura legale consolidata come holding registrata in Olanda. Questa ulteriore semplificazione della struttura organizzativa di Exor comporterà la supervisione della Società da parte di un’autorità di regolamentazione di un unico paese, ovvero l’Autorità olandese per i mercati finanziari (AFM)”.

Dunque, tutto ciò permetterà di allineare la Borsa di quotazione della società con la struttura legale di holding olandese. L’assetto organizzativo di Exor sarà semplificato, in quanto la società sarà soggetta alla vigilanza di un solo ente regolatore nazionale: la Ducth Authority for the Financial Markets (Afm). Si prevede che la quotazione su Euronext Amsterdam abbiano inizio verso la metà di agosto. Per intanto il titolo Exor sarà quotato i questi 15 giorni sia alla Borsa di Milano, che a quella di Amsterdam.

Agnelli preferisce il paradiso fiscale, Che fine farà Torino?, Gli Agnelli scappano dall’Italia. Premesso che stiamo parlando di John Elkann e di Exor, la holding di famiglia, la società titolare dei beni degli Elkann- Agnelli, perché domandarsi “che fine farà Torino?”. Perché affermare che l’Olanda (soggetta come tutti gli altri Paesi dell’Unione alle leggi europee in materia finanziaria) è un paradiso fiscale?

E allora che ci fanno lì, senza che nessuno abbia mai un dubbio da sollevare, Eni, Agip, Pirelli, Armani Olanda, Stefanel International holding, Benetton Olanda, Telecom Italia, Tiscali Olanda, Piaggio, Aprilia, Barilla, Luxotica, Segafredo, Ferrero, e molte altre?

La verità è che la sede legale, e l’eventuale quotazione in Borsa di una holding in un altro Paese europeo, non spostano di un millimetro le politiche aziendali. John Elkann non evaderà le tasse sulla produzione di Stellantis in Italia, che continuerà a pagare. Portare la propria cassaforte in Olanda (che ha migliori agevolazioni fiscali) non significa scappare dall’Italia.

E’ ovvio che nessuno può escludere che ciò accada in futuro. Per questa ragione è bene concentrarsi sui piani produttivi e industriali più di quanto sia stato fatto fino ad oggi. La partita fondamentale per la nostra economia industriale si gioca in Italia, non in Olanda.

Credits

Comunicato stampa di Exor

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