giorgio levi

Ritrovate angurie su Marte. E il New York Times chiede scusa

Avete presente quando in redazione aprite sullo schermo lo spazio vuoto di un titolo e per fare la prova che sia della misura giusta scrivete la prima cazzata che viene in mente, tipo la moglie del direttore fa schifo? Poi, sempre per distrazione, pigiate sull’online e il titolo lo vedono migliaia di persone? E sticazzi.

Ecco, tutto questo è successo al New York Times che ha pubblicato un articolo secondo il quale le sonde su Marte avrebbero rilevato la presenza di angurie.

Il brevissimo articolo era corredato da una fotografia di un’anguria, con questo titolo: “Campi di angurie scoperti su Marte, dice la polizia”. Sommario: “Secondo le autorità l’aumento di frutta aliena è la causa dell’eccesso di cocomeri spaziali”.

L’articolo era composto da un solo breve paragrafo: «L’Fbi ha preferito non commentare le indiscrezioni sul fioccare di angurie, ma ha confermato che siano stati intercettati alcuni kiwi. Questa storia è terribilmente noiosa”.

Era una belinata grossa come una casa, ma è finita sugli smartphone e sui tablet di centinaia di migliaia di abbonati che si sono fiondati sui social a prendere per il culo i giornalisti del NYT.

La notizia delle angurie è rimasta online non più di 1 minuto, ma tanto è bastato. Perciò occhio. Prima di cliccare qualcosa pensateci due volte. Anche se si tratta di angurie.

(foto di Pixabay da Pexels)

Credits

Futurism

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