giorgio levi

The Short News: Stampa, Corriere e Ordine

La storica sede del Corriere della Sera

La Stampa. Repubblica avrebbe già trasferito la sua redazione di Torino in via Lugaro, nell’avveniristico edificio della Stampa. Il programma prevedeva l’occupazione del secondo piano nell’anno nuovo, ma evidentemente c’è stato un cambiamento di programma. Il condizionale è d’obbligo perché nessuno sa niente e se sa non dice. E forse ai suoi redattori Repubblica ha chiesto di rendersi invisibili, arrivare molto presto al mattino, mettere le pantofole per non picchiettare sul pavimento perché quelli del piano di sotto non si insospettiscano. Poi ci hanno venduto a noi gonzi l’indipendenza delle testate. Frottolone, lavorano o lavoreranno addirittura guardandosi negli occhi.

Il Corriere della Sera. Mentre Cairo annuncia l’uscita di un magazine da 100 mila copie (ma dove? In Cina?) i suoi uomini hanno completato i conti della spesa. Sì, il Corrierone ad 1 euro in edicola, come vuole Urbano, si può fare. Forse non subito, ma nemmeno troppo lontano. Ci sono editori di altri quotidiani che hanno già detto che sono pronti a vendere a 80 cent. Manovra d’oro. Hanno trovato il modo di mandare a puttante il mercato senza programmare investimenti che fanno perdere tempo. Intanto Cairo fa piazza pulita di tutti gli spendaccioni del giornale. Dicono che stia delle ore nell’ufficio del povero Fontana a spulciare tabulati e pile di rimborsi spese. Occhio ragazzi, che tovarish Urbanoski, detto dai tifosi del Toro Braccino Corto, vi farà a pezzi.

La nuova legge sull’editoria. E’ andata, approvata, tutti felici. Insieme è passata anche la cosiddetta (ma ci vuole coraggio) riforma dell’Ordine dei giornalisti. In realtà è una pezza sul sedere di una categoria che non sta più in piedi. I consiglieri nazionali scendono da 150 a 60 (40 professionisti e 20 pubblicisti), ma a Roma non si spaventano, ci sarà modo di ricomporre correnti e correntine esattamente come prima. Ora Iacopino dovrà predisporre una nuova normativa elettorale. Il nostro mandato di consiglieri (nazionali e regionali) è scaduto a maggio, siamo in prorogatio fino al 31 dicembre. Personalmente mi considero già scaduto.  Se non perdono troppo tempo a truccarsi tra di loro, a febbraio o marzo dovremmo andare a votare i nuovi consigli (nazionale e regionale). Con questa tornata battiamo il record di permanenza di una consigliatura, quattro anni. Pure troppi.

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