giorgio levi

Il greco tentenna sulle garanzie occupazionali di Repubblica. L’unica certezza è che non vuole La Stampa, nemmeno per rivenderla

Theodore Kyriakou

Il mese di gennaio sembrava determinante per concludere l’affaire Gedi. Ora, pur sempre senza comunicazioni ufficiali, sembra che il multimiliardario magnate greco Theodore Kyriakou, editore del gruppo Antenna, abbia appoggiato il piede sul freno. L’accordo finale con John Elkann non è stato firmato, anche se alcune indiscrezioni affermano il contrario. La frenata sembra essere arrivata sulla questione delle garanzie occupazionali, che i giornalisti di Repubblica sono ben determinati a difendere. Gli incontri tra Gedi e Antenna vanno avanti, ma l’ostacolo non è irrilevante e il greco per ora rallenta.

Differente la posizione de La Stampa che Kyriakou sembrava disponibile ad accollarsi, inserita nel pacco di Elkann da 140 milioni, cioè il prezzo di Repubblica. Una specie di regalo al magnate. Ma nemmeno così ha funzionato, non sarebbe da magnate accettare regali al buio. E quindi è tramontata l’ipotesi di far entrare il giornale in Antenna per poi tornare sul mercato ed essere rivenduto ad altro editore interessato. L’acquirente più probabile risulta ancora Nem di Enrico Marchi (considerando che Leonardo Del Vecchio ha scelto un’altra strada), proprietario dei quotidiani ex Finegil del Nord Est, già ceduti da John Elkann nella prima fase della grande dismissione. Marchi cerca un socio imprenditore piemontese da inserire nella cordata che sostiene la sua impresa, ma per ora nessuno si è fatto avanti seriamente.

L’unica certezza rimane il destino della Sentinella del Canavese (5 edizioni alla settimana) destinata alla famiglia di Vito Ladisa, 60 anni, re della ristorazione, editore del quotidiano pugliese l’Edicola. Sulla cessione c’è qui un comunicato ufficiale del Gruppo Gedi che conferma la firma ad un accordo preliminare. Su questa base pare si stia già lavorando al progetto di una Sentinella quotidiano locale del Piemonte. L’unica domanda che nasce spontanea è che cosa se ne può fare un editore marcatamente pugliese di un quotidiano localizzato all’estremo Nord Ovest d’Italia. E’ vero che Ladisa rifornisce alcune mense scolastiche piemontesi, quindi un piede (diciamo gastronomico) c’è, ma si dovrà attendere un piano editoriale dettagliato per capire meglio che fetta di mercato cartaceo e online, e soprattutto di risorse pubblicitarie, potrà portare a casa la nuova La Sentinella, con i suoi gloriosi 132 anni di storia, gioiello amatissimo da Adriano Olivetti.

Infine, secondo quanto pubblicato da Italia Oggi, e contrariamente a quanto si sapeva, John Elkann non avrà alcun ruolo nella società editrice di Kyriakou nemmeno con una partecipazione indiretta tramite qualche fondazione della famiglia, come invece ipotizzato a fine 2025. D’altra parte sarebbe stato curioso cedere un patrimonio così rilevante da azionista di maggioranza e ritagliarsi una fetta da azionista di minoranza. Insomma, non è da Elkann, il cui progetto è quello di sbarazzarsi al più presto del suo impero editoriale.

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