giorgio levi

Vietate le copertine in plastica che gli esercizi pubblici applicano ai giornali

Un classico tipo di cover news

Era ora. Da oggi sono vietate quelle copertine in plastica, con annunci pubblicitari locali, che gli esercizi pubblici (soprattutto i bar) applicano ai quotidiani. Lo sancisce la sentenza 2105 del 3 maggio scorso, decisa dalla quinta sezione civile del tribunale di Palermo specializzate in materia di imprese che si è espressa sul contenzioso sorto tra la Società Editrice Sud spa (che edita La Gazzetta del Sud), e la ditta J&M promotion 2000 che produce copertine in pvc, adoperate come veri e propri contenitori pubblicitari, che venivano distribuite gratuitamente nei ritrovi e nei bar cittadini e della provincia, e che in pratica incapsulavano il quotidiano.

Dice la sentenza, che vale ovviamente su tutto il territorio italiano: “Non è consentito a nessuno di sfruttare la capacità diffusiva del giornale”. Utilizzando appunto quelle cover plastificate, che altro non sono che spazi pubblicitari regolarmente venduti da privati.

Lo sfruttamento è stato ravvisato “nella vendita di spazi pubblicitari su supporti cartacei inseriti nella copertina in pvc trasparente e nella successiva distribuzione della stessa presso gli esercizi commerciali di Messina e della provincia”.

Certo, non sarà questo il problema al centro della crisi mai risolta della stampa italiana, e nemmeno un indicatore del crollo generale della pubblicità, però è una questione di rispetto delle regole. Ho la vaghissima sensazione che la sentenza verrà disattesa nelle migliaia di bar che applicano in allegria le loro cover di plastica. E conosco già la risposta degli esercenti: “Non vuoi la copertina? Io non compro più i giornali”.  Perché, alla fine, è così che funziona.

Credits

Ansa Sicilia