giorgio levi

Giancarlo Carcano, una vita dedicata alla libertà e al pluralismo dell’informazione. Giovedì serata speciale al Circolo della Stampa

Giovedì 15 febbraio, alle 21, al circolo della Stampa di corso Stati Uniti 27 (dopo la consegna del Premio Pestelli) verrà ricordata la figura di Giancarlo Carcano, giornalista, storico e consigliere comunale a Torino, scomparso il 24 dicembre del 1993.

L’occasione è la riedizione, voluta dalle Edizioni del Capricorno, di “Torino 1917, cronaca di una rivolta”, una accurata ricerca di Carcano sui cinque giorni che nell’agosto dell’anno più duro della guerra sconvolsero  la città. Nata dalle proteste per la mancanza di pane, la rivolta si trasformò in una manifestazione a favore della pace, e fu repressa nel sangue. Ad oggi il lavoro di Carcano resta un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia approfondire un episodio importante della storia del movimento operaio torinese.

La serata di giovedì, organizzata dalla Associazione dei Consiglieri Emeriti e dalla fondazione Vera Nocentini, sarà anche l’occasione per ricostruire il ruolo avuto da Carcano nel  giornalismo democratico piemontese attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto o ha avuto la fortuna di lavorare con lui.

Chi è stato Giancarlo Carcano.  Nasce a Torino il 22 marzo 1934. Inizia a scrivere giovanissimo per il settimanale Il Paese Sportivo diretto da Giglio Panza, dove fa buon uso della sua enciclopedica conoscenza per il calcio e in particolare per il Torino.

Dopo alcuni anni di gavetta inizia a collaborare all’edizione torinese de L’Unità, dove in quegli anni scrivevano, tra gli altri, Cesare Pavese, Italo Calvino e Raf Vallone. Lavora poi per La Gazzetta del Popolo, per il Radio Corriere e infine per la redazione piemontese della Rai, dove diventa conduttore del telegiornale e capo redattore. Negli stessi anni è un punto di riferimento nelle battaglie del sindacato dei giornalisti per la libertà e il pluralismo nell’informazione.

Non solo giornalista, Carcano svolge diverse ricerche di storia. Il suo primo lavoro esce nel 1973 con il titolo Strage a Torino. Una storia italiana dal 1922 al 1971 (La Pietra). Seguono nel 1977 la prima edizione di Torino 1917. Cronaca di una rivolta per le Edizioni Stampatori Nuova Società, nel 1978 L’Affare Rizzoli. Editoria, banche e potere (De Donato, Bari), nel 1984 Il fascismo contro la stampa 1922-1925(Guanda, Milano), e nel 1993 Torino antifascista. Vent’anni di opposizione, pubblicato con l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti.

Il suo interesse per la politica e la società lo porta ad occuparsene direttamente a livello istituzionale: tra il 1975 e il 1978 fa parte del Consiglio Comunale di Torino, eletto come indipendente nelle liste del PCI.

Muore prematuramente, stroncato da un infarto, il 24 dicembre del 1993.

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