giorgio levi

Formazione professionale, a 80 giorni dalla fine ancora caos sulle sanzioni

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Lo dicevo in questo post di qualche giorno fa. La questione delle sanzioni disciplinari, per chi non ha registrato crediti o ne ha un numero insufficiente, non è risolta. Agli ordini regionali non sono arrivate indicazioni da Roma. L’Ordine nazionale ha già espresso chiaramente la sua opinione: se ne occupino i consigli di disciplina delle sedi territoriali.  Sono iscritti regionali, che c’entriamo noi?

In Piemonte (regione virtuosissima in materia) gli inadempienti sono quasi 4 mila. All’inizio di questo triennio avevo fatto un conto. Lavorando a buoni ritmi  ci potrebbero volere quasi 35 anni ad esaminarli tutti. Un tempo biblico, un’intera esistenza lavorativa, puoi farti una famiglia, avere figli e diventare nonno. E poi chi ci sarà ad esaminare l’ultimo inadempiente che potrebbe avere 90 anni? La Casagit dovrebbe prevedere una convenzione con una società di crioconservazione, quelli che t’ibernano nei secoli. E poi, come spera Walt Disney, ritornare scongelati in corso Stati Uniti a Palazzo Ceriana (che non dovrebbe farcela a reggere) e farsi giudicare per non avere seguito un corso di  deontologia applicata alle coltivazioni di patate biologiche più di 40 anni prima.

Oggi l’Ordine di Roma ha pubblicato questo sul suo sito. Si può sorridere, volendo: “Dalle statistiche risulta che non tutti (non tutti???) i giornalisti si sono registrati sulla piattaforma o hanno completato il percorso formativo. Ricordiamo che in base al nuovo regolamento tutti i crediti formativi possono essere conseguiti con i corsi online. L’inosservanza dell’obbligo previsto dalla legge comporterà l’apertura di un procedimento disciplinare così come il Ministero della Giustizia ha formalmente comunicato all’Ordine intimando il rigoroso rispetto delle norme”.

E’ una grossa balla. Nella lettera inviata dal ministero di Giustizia (su invito dell’Ordine) e firmata dal direttore generale Michele Forziati (e datata 27 settembre con protocollo 5433) non si fa alcun riferimento ad “intimare il rigoroso rispetto delle norme”. Il ministero della Giustizia si guarda bene da entrare nel campo di gioco di altri. Il ministero riassume la situazione e al paragrafo sanzioni dice espressamente che se ne devono occupare i Consigli disciplinari territoriali dei giornalisti. Tocca a loro “condurre i relativi procedimenti con il dovuto rigore”.  Ma il ministero non ha “intimato” un accidente di niente, come scrive l’Ordine sul suo sito. Il dottor Michele Forziati lo sa benissimo che “intimare” sarebbe un’azione grave assai. Offre un consiglio, un parere, un’opinione importante ma allo stesso tempo separa bene le competenze degli uni dagli altri.

Dunque, perché far credere che il ministero ha preso per mano l’incasinatissima situazione delle sanzioni “intimando” qualcosa? Per convicere i reprobi a fiondarsi negli ultimi due mesi a qualsiasi evento formativo purché creditizio? Per mettere un po’ di sgaggia (come diciamo qui in Savoia) a chi fino ad oggi se ne fottuto della formazione? Appena 80 giorni alla fine, poi vedremo.

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