Dunque, la Fnsi ha deciso. Il prossimo segretario (e i futuri vertici sindacali) i delegati li eleggeranno a Chianciano Terme. In gara, fino a qualche giorno fa c’era Alba, con apertura del congresso a Torino. Il tira molla è durato alcuni mesi, colleghi pieni di volontà ed entusiasmo hanno lavorato perché la scelta cadesse sulla capitale delle Langhe. Un si-no-si-no estenuante, alla fine alla Subalpina non è rimasto che ritirare la candidatura. Ciao, Alba.
Chianciano in fondo è un’ottima soluzione. Si trova al centro dell’Italia del centro (politically correct), no autostrade, no aeroporti, ad un passo da Roma (176 chilometri, avrà il suo perché), a due passi da Milano (426 chilometri), a un tiretto di schioppo da Torino (526 chilometri).
C’è da dire che le stazioni termali a gennaio hanno la stessa attrattiva di un parco acquatico in Finlandia, di solito sono i luoghi dove d’inverno nei bar si consuma la maggior quantità di cocktail al mondo. Perciò i delegati troveranno eccitante anche le lunghe ore congressuali.
Dal sito delle Terme leggo che lunedì prossimo si vedono lì Susanna Camusso e Alessandro Profumo. Nella “piscina sensoriale”? Brrr.
Ma è al “chi siamo” del sito che capisco perché la Fnsi ha scartato Torino, Alba, la Ferrero, lo spettacolo e l’organizzazione svizzera delle Langhe: “Alle Terme di Chianciano fra bellezze naturali e artistiche è possibile rigenerarsi grazie al potere curativo e rilassante delle acque termali”.
Esatto, è proprio quello che ci vuole.
