giorgio levi

Zitto, il giornalista ti ascolta!

origlia

Un cronista colto sul fatto mentre origlia ad una porta di un assessore in Comune

Devo ammettere che avevo sottovalutato questa notizia. Mi era sembrata una tale cazzata che non me la sentivo di perderci un’ora per capire come si erano svolti i fatti.  Soprattutto perché avrei dovuto rinunciare a due ore di golf, che se non gioco in questa stagione poi viene freddo e addio ferri. Così, l’ho trascurata. Ora vedo che la vicenda è all’odg del prossimo consiglio dell’Ordine dei giornalisti martedì qui a Torino. Vedremo. In ogni caso ho pensato che valesse la pena dedicarci due righe. La domenica non ho l’abbonamento al campo da golf, che vale solo per i giorni feriali.

I fatti sono noti. Li riporta con precisione qui La Repubblica. Poi c’è questo tizio che si chiama Fabio Versaci, che è il presidente del Consiglio comunale, che avrebbe detto al vicepresidente Enzo Lavolta (Pd) che è “meglio che i giornalisti non circolino liberamente per il palazzo perché potrebbero origliare”. E’ tutto detto qui e siccome non leggo smentite devo dedurne che è vero. Un bordellone che ha richiamato le proteste del nostro benemerito sindacato, dell’Ordine e persino di Enzo Iacopino (presidente nazionale) che non perde mai un’occasione per twittare la sua indignazione. Il sindaco Appendino ha a sua volta twittato precisando che tutto rientra nelle normali  misure di sicurezza del palazzo affidate ai vigili urbani che sono lì di guardia al castello.

Ora, a me non importa una cippa di tutta questa diatriba. Il punto sulla questione lo ha già scritto il mio vecchio amico Gabriele Ferraris sul suo blog e con il quale naturalmente concordo. Però. Appendino aveva promesso il comune “casa trasparente”, invece non lo è. Mi sarei stupito del contrario. Quello che mi indigna davvero è questa faccenda dell’origliare detta dal signor Versaci. Detto che non sentivo pronunciare il verbo “origliare” da quando avevo sei anni, quindi più di 50 anni fa, vorrei dire che io qualche volta ho origliato. Sì, non alle porte, ma in un ufficio, su un treno, in aereo, in una sala d’aspetto, al ristorante poi è una pacchia. Origlio. E se ci scappa una notizia, beh è chiaro, lo capisce chiunque che è una figata pazzesca. Tutto si fa per una notizia. Molti anni fa in Mondadori, la sera, facevo il giro degli uffici del personale e raccattavo tutto quello che trovavo nei cestini della carta delle segretarie. Ho scoperto segreti aziendali inimmaginabili.

Vorrei anche dire che origliare alle porte è roba antica. Ma chi lo fa ancora? Io, per dire, sto aspettando da Amazon una penna che sta nel taschino della giacca e che invece è una telecamera ad alta definizione. Come 007, anzi meglio. E che presto mi arriverà anche una chiavetta Usb che invece è una cimice audio. Io entro in un vostro ufficio (ben schedato dai solerti vigili) , la lascio su una scrivania e poi torno a riprenderla, scusandomi di averla dimenticata. Le joeu son fait. Ho bisogno di origliare? Per non dire di quei mini droni, minuscoli come insetti, che posso far volare davanti ai vostri uffici restando seduto al bar in piazza del municipio con il mio iPhone in mano. Sono invisibili, costano poco.

Perché mi disturba tutto questo? Perché, se i fatti sono andati come sono stati raccontati, avete violato le norme della nostra amatissima Costituzione, perché guardate ai giornalisti come fossero nemici,  bambini che origliano ad una porta,  loschi individui che camminano rasente ai muri per spiare il Potere. No, il Potere non lo spiamo, perché non c’interessa. Ma il Potere lo teniamo sotto controllo e lo sorvegliamo, è la ragione per cui abbiamo fatto questa professione. Ma soprattutto, tenetene conto, perché lo dobbiamo ai nostri lettori.

PS. Personalmente non frequento il Comune, ora lo farò. Perciò se mi vedete da quelle parti con una penna nera e lucida, un po’ cicciona, nel taschino della giacca, beh sapete perché.

 

 

 

 

 

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