giorgio levi

Indignatevi ai seggi Inpgi sabato e domenica. In Piemonte hanno votato via web 134 giornalisti attivi su 1.056. E 77 pensionati su 293

Indignarsi perché il presidente dell’Inpgi guadagna più di un ministro o del presidente Obama è corretto, giusto, naturale. Così come sembrano fuori dalla logica i gettoni di presenza dei consiglieri per un ente previdenziale in piena crisi economica. Incazzarsi perché per rivitalizzare i conti la soluzione, nel piano di riforma, sarebbe stata quella di tagliare le pensioni è assolutamente legittimo e doveroso. Tutto ci sta.  C’è un dettaglio però che stona. I vertici del nostro istituto di previdenza non sono calati dall’alto, voluti da un divinità suprema che impone consiglieri e presidente. Quelli li deciamo noi. Votando, appunto. Ed è quello che in questi giorni non accade. Il voto sul web è andato meglio di 4 anni fa ma rappresenta sempre e soltanto il 16 per cento degli aventi diritto. Votate adesso o tacete per sempre.

In Piemonte i giornalisti in attività che hanno votato via web sono stati 133 su 1136 (nel 2012 erano stati 134 su 1.056 + 70 al seggio).

I pensionati sono stati 77 su 293 (nel 2012 58 su 246 + 66 al seggio).

Sindaci Inpgi 1 votanti 194 su 1.429 (nel 2012 176 su 1.302 + 126 al seggio).

Cda Inpgi 2 votanti 331 su 2.271 (nel 2012 292 su 2.051 + 74 al seggio).

Collegio Sindacale Inpgi 2 votanti 317 su 2.271 (nel 2012 291 su 2.051 + 74 al seggio).

Il seggio di Torino è aperto in corso Stati Uniti dalle 10 alle 20 di sabato e domenica.

Credits.

Associazione Stampa Subalpina

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