
Ricominciamo. Fino a 48 ore fa sembrava che Leonardo Maria Del Vecchio, 30 anni, erede del fondatore di Luxottica, patrimonio personale stimato di circa 6,6 miliardi di dollari, non avesse nessuna intenzione di acquisire La Repubblica che Elkann gli aveva già offerto. E non era una questione di prezzo, proprio non gli interessava. Ora ha offerto a John Elkann, attraverso il suo fondo Lmvd Capital 150 milioni per comprarsi Gedi per intero. E cioè La Repubblica, La Stampa, HffPost, Radio Capital, Radio Deejay e Radio m2o. Offerta che arriva dal fondo di Del Vecchio Lmvd Capital, e non coinvolge la holding controllata da Francesco Milleri.
La notizia arriva da Domani, il quotidiano di Carlo De Benedetti. Adesso potrebbe rimettersi tutto in gioco. A partire dalla trattativa per cedere a Nem (quotidiani del Nord Est) di Enrico Marchi La Stampa, anche se non c’è mai stato accordo sulla cifra. In gioco anche la cessione de La Repubblica, quando sembrava imminente l’ultimo atto con il greco Kyriakou, socio in affari Mohamed Bin Salman. Ma anche in questo caso le cifre ballavano un po’ troppo.
In tutte queste trattative nessuno si era mai offerto di rilevare l’intero Gruppo Gedi. Un po’, e si torna sempre allo stesso punto, per una questione di prezzo, un po’ per le perdite accumulate negli anni (La Stampa ha debiti stimati per 30 milioni) e un po’ per un eccesso di giornalisti nelle varie redazioni. Chi si compra un giornale così in perdita? Le trattive con il greco hanno fatto emergere un numero di dipendenti che Kyriakou non si vuole accollare. Così come Marchi ha fatto notare ai suoi interlocutori per acquisire La Stampa. Il piano prepensionamenti, sempre che il governo abbia intenzione di rifinanziare il fondo straordinario per l’editoria, prevede almeno 100 giornalisti in pensione a La Repubblica e altri 40 a La Stampa. Insomma, un progetto dimagrimento mai visto prima, ammesso e non concesso che altri editori non si facciano avanti con richieste analoghe. Il governo della premier Meloni non è un ente benefico.
Adesso è spuntato Del Vecchio. La soluzione italiana sarebbe l’ideale per Elkann. E anche per giornalisti e dipendenti che continuerebbero a lavorare all’interno del medesimo gruppo. Ma i tempi per le trattative potrebbero allungarsi. Almeno fino al prossimo cambiamento di rotta, forse già domani.
CHI E’ LEONARDO MARIA DEL VECCHIO
Nato a Milano il 6 maggio 1995, Leonardo Maria Del Vecchio è uno dei sei figli di Leonardo Del Vecchio, il defunto presidente (morto nel 2022) di Essilor Luxottica, la più grande azienda di occhiali al mondo. Leonardo Maria ha studiato Economia Aziendale e Management presso la Bocconi di Milano. Per alcuni anni, dopo la laurea, ha vissuto tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra per conoscere da vicino l’attività della sua famiglia. Nel 2017, l’imprenditore è tornato a vivere a Milano ed è entrato a far parte di Luxottica.
Dopo la morte del padre, Leonardo Maria ha ereditato una partecipazione del 12,5% nella holding lussemburghese Delfin. Leonardo Maria è uno dei due soli eredi di suo padre a lavorare in compagnia, ricopre il ruolo di Chief Strategy Officer di Essilor Luxottica, dove si occupa della pianificazione strategica del gruppo. Inoltre, è presidente del marchio di occhiali da sole Ray-Ban, uno dei brand più iconici nel settore dell’occhialeria.
Leonardo in passato è stato anche Ceo del rivenditore di occhiali Salmoiraghi & Viganò, una delle principali catene italiane di negozi di ottica, che EssilorLuxottica ha acquisito nel 2016. Oltre a EssilorLuxottica, Delfin possiede anche partecipazioni in Generali e Mediobanca. La famiglia Del Vecchio possiede anche il 20% di Covivio e l’1,9% di UniCredit.
EssilorLuxottica: la famiglia Del Vecchio, tramite la holding Delfin, possiede circa il 32% del capitale di EssilorLuxottica, una delle maggiori aziende al mondo nel settore dell’occhialeria. La capitalizzazione di mercato di EssilorLuxottica è di circa 96 miliardi di euro.
Mediobanca: Delfin detiene una quota del 19% in Mediobanca, una delle principali banche d’investimento italiane, con una capitalizzazione di mercato di circa 12 miliardi di euro.
Generali: la famiglia Del Vecchio possiede circa il 5% di Assicurazioni Generali, uno dei maggiori gruppi assicurativi europei, con una capitalizzazione di mercato di circa 37 miliardi di euro.