
Confermate le dimissioni, a partire dai primi di novembre, di Luca Ubaldeschi (ex vicedirettore vicario de La Stampa e del Secolo XIX, proprietà Gedi) da direttore della testate Nem (come anticipato qui da questo blog) dovrebbe essere Ario Gervasutti il suo sostituto. Una conferma ufficiale ancora non c’è, ma tutto fa pensare che il gruppo dei quotidiani del Nord Est (Il Corriere delle Alpi, Il Piccolo, Messaggero Veneto, La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso e il sito NordEst Economia), sia orientato verso lo storico ex direttore del Gazzettino di Vicenza e caporedattore centrale del Gazzettino (Caltagirone Editore), vittima nel 2019 di un attentato, nonché profondo conoscitore del territorio. In lizza ci sarebbe anche Paolo Possamai, attuale direttore editoriale delle pubblicazioni edite da Nem (Nord est multimedia) e prima dal gruppo Gedi-Repubblica. Tuttavia, il nome di Gervasutti sembra oggi avere i favori del gruppo editoriale guidato da Enrico Marchi, presidente di Banca Finint e presidente e ad di Save.
Ario Gervasutti, 63 anni, caporedattore centrale del quotidiano Il Gazzettino, è stato, come detto, direttore dal 2009 al 2016 di Il Giornale di Vicenza. Dalla fine degli anni Ottanta ha lavorato per dodici anni a Il Giornale come cronista, caposervizio agli Esteri, responsabile degli Interni e caporedattore all’Ufficio centrale. Negli ultimi dieci anni, prima di dirigere Il Giornale di Vicenza è stato inviato speciale di Il Gazzettino e ha seguito anche i principali avvenimenti politici, di cronaca e di costume che hanno segnato il Nordest. Ha pubblicato per Mursia il libro-inchiesta Le verità sfiorate. Misteri veneti omicidi senza colpevoli, la cronaca di dieci delitti compiuti in Veneto dal 1990 al 2005, i cui colpevoli, a distanza di anni, restano ancora sconosciuti. Ario Gervasutti è sposato e ha due figli.
Il risiko editoriale del Veneto s’intreccia con la notizia della sempre più probabile acquisizione de La Stampa, anche se non esistono conferme ufficiali, nè da Gedi (John Elkann e famiglia Agnelli) editore del quotidiano torinese, nè da Nem. Sul tavolo c’è ancora l’offerta veneta da 50 milioni a fronte dei 70 richiesti da Gedi. E forse, in questa partita, ha frenato anche il cambio al vertice delle testate, con l’uscita di Ubaldeschi, in attesa dell’ingresso di Gervasutti. Quello che è certo è che Marchi si sta muovendo con una cordata di imprenditori investitori, così come aveva fatto a suo tempo con l’acquisizione degli attuali quotidiani locali ex Gedi a Nord Est. In gioco ci sarà anche l’attuale direzione de La Stampa di Andrea Malaguti, che ha fatto bene al giornale in questi anni. Ma questo dipenderà molto dall’assetto e dal peso imprenditoriale che si comporrà tra Nord Est e Nord Ovest.