
Hamas ha speso 1 miliardo di dollari in 15 anni per costruire cunicoli e tunnel sotto Gaza e riempirli di armi. Con un unico obiettivo: provocare attentati, lanciare missili su città e paesi d’Israele e alla fine il 7 ottobre dello scorso anno dichiarare guerra a Gerusalemme. Lo rivela uno studio, che si può leggere qui, redatto dal Modern War Institute di West Point.
Tutta questa enorme ricchezza in dollari è quanto le organizzazioni internazionali hanno versato nelle casse di Hamas perché costruisse case, ospedali e scuole. Secondo i dati dell’Ocse gli aiuti ai palestinesi ammontano a 40 miliardi di dollari erogati tra il 1994 e il 2020. Soldi per infrastrutture, sicurezza idrica, istruzione, sanità. La maggior parte degli aiuti, quasi il 72%, proviene da dieci donatori. Tra i principali finanziatori dei territori palestinesi ci sono l’Unione Europea che ha contribuito per il18,9% sul totale dei fondi erogati. L’Italia si posiziona fuori dalla top 10, il suo contributo incide per l’1,6% sul totale dei soldi erogati alla Palestina. Ad ogni buon conto, nel 2023 l’Italia ha versato ad Hamas 23 milioni di euro.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La guerra che Hamas ha dichiarato ad Israele è ora devastante. Come tutte le guerre. C’è una via di uscita sola: i palestinesi riconoscano il diritto di Israele ad esistere e consegnino gli ostaggi rimasti in vita, torturati e alla fame. Poi da sconfitti siederanno al tavolo della pace. Una coalizione internazionale, non l’Onu che ha dimostrato di essere totalmente inaffidabile, troverà la sintesi per un accordo. E vigilerà, per qualche anno ai confini dei due stati, affinché entrambi rispettino la pace raggiunta.
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Grazie Giorgio!