
Ieri 4 marzo 2024 è morta a Roma l’ex brigatista Barbara Balzerani, malata da tempo, aveva 75 anni. Nata a Colleferro nel 1949 Balzerani nel 1975 aderì alle Br. Adesione della quale mai si pentì nè si dissociò. Almeno non secondo i percorsi seguiti da altri ex appartenenti all’organizzazione come Adriana Faranda, Valerio Morucci e Alberto Franceschini. Dichiarò soltanto nel 1993 un profondo rammarico per quanti furono colpiti dai terroristi.
Balzerani prese parte a numerosi omicidi delle Brigate Rosse. Da giovanissima partecipò all’agguato di via Fani nel 1978, in cui morì l’intera scorta di Aldo Moro. Durante il sequestro del leader della Democrazia Cristiana, Balzerani insieme a Mario Moretti, al quale era all’epoca legata sentimentalmente, occupò la principale base operativa brigatista di via Gradoli 96 a Roma. Prese parte a numerosi omicidi, compreso quello del magistrato Girolamo Minervini nel 1980.
Nel 1981 partecipò anche al sequestro del generale della Nato James Lee Dozier. Balzerani fu tra gli ultimi Br ad essere arrestati. Fu catturata il 19 giugno 1985, assieme a Gianni Pelosi. Per questo venne soprannominata la primula rossa. Nel 2003 criticò l’attività delle cosiddette Nuove Br. Nel 2006 le fu concessa la libertà condizionale. Tornò in libertà, avendo scontato la pena, nel 2011. Trovò lavoro come impiegata in una azienda informatica e divenne scrittrice. Nel gennaio 2018 la Balzerani ha suscitato polemiche per una sua dichiarazione postata su Facebook: “Chi mi ospita oltre confine per i fasti del Quarantennale”, riferendosi all’anniversario dell’agguato di via Fani.
Ho ritrovato su YouTube questa intervista del giornalista Rai Ennio Remondino a Mario Moretti, Barbara Balzerani e Renato Curcio. E’ del 21 marzo 1988, durante una pausa del processo Moro Ter.
Per quanto mi riguarda ricordo benissimo quegli anni di terrorismo. Lavoravo in una agenzia stampa. Gli attentati, le sparatorie i gambizzati, i morti, i processi, Torino trincerata con i sacchi di sabbia davanti al carcere delle Nuove, come in tempo di guerra. Fu una stagione interminabile e orribile.
Ricordo i tanti giornalisti nel mirino dei terroristi. La paura di uscire di casa, dal giornale, dall’essere presenti dove i fatti accadevano. E dall’essere uccisi ad un’ora qualunque di un giorno qualsiasi, come il vicedirettore della Stampa Carlo Casalegno.
La morte di Barbara Balzerani ha aperto per qualche ora una finestra su quel passato, che ora sembra lontano, ma è appena ieri. La scomparsa delle brigatista è quasi passata inosservata sui social. Nel trend topic di X era tra il 9° e il 10° posto. Oggi non è tra i primi venti. L’unica che la saluta con affetto è Donatella Di Cesare: addio compagna Luna.
