giorgio levi

Poliziotto che non ride, poliziotto che ride

In questi giorni abbiamo avuto un problema. Un grosso problema di diffusione dell’informazione. Sui social sono circolate una serie d’immagini relative ai fatti di Pisa, spacciate per vere. Va detto che nessun quotidiano ha pubblicato nulla del genere. Ma siccome i social amplificano a dismisura qualsiasi cosa capiti in rete, molto più di quello che può fare un giornale online, l’effetto è stato quello di coprire d’insulti le forze dell’ordine. Che, ben inteso, hanno esagarato con i manganelli, come ha detto il presidente Mattarella. Ma quel ghigno di scherno del poliziotto cattivo è una bufala.

Come si vede dal raffronto delle due immagini (tratte da un video a bassa risoluzione) il viso del poliziotto a sinistra è contratto, la bocca è serrata ma non si distinguono le labbra, gli occhi nascosti dal casco nemmeno. Il volto dello stesso poliziotto a destra mostra un sorriso di scherno a piena bocca, i denti sono bianchissimi per evidenziare la cattiveria, gli occhi sono pupille nere dilatate. E’ evidente che la seconda foto è stata taroccata.

Risultato? E’ sufficiente leggere le migliaia di commenti inviperiti, volgari e minacciosi su Facebook, X o Instagram di genitori, insegnanti, la chiunque all’indirizzo dell’uomo con il manganello. Questo circuito vizioso delle foto false corre velocissimo, i giornali non riescono a tenere il passo e a spiegare che sono manipolazioni. E i frequentatori dei social non vanno per il sottile. Condividono qualsiasi cosa, non verificano (eppure Google mette a disposizione un facilissimo strumento di controllo sulle immagini), nemmeno si domandano se quello che vedono è falso o è vero.

Quest’altra immagine è stata oggetto di una intenso lancio d’insulti virtuali, con condanna senza appello per il poliziotto colto in flagrante alla manifestazione di Pisa. E’ un vero peccato che questo agente sia probabilmente già in pensione. La foto si riferisce ai fatti del 2001, G8 di Genova. E’ grave il gesto che compie l’agente, lo era 23 anni fa, lo sarebbe adesso. Ma non era a Pisa, a febbraio 2024.

Eppure, anche in questo caso, nessun pontificatore da social si è domandato da dove arrivasse l’immagine.

A sinistra fotografia originaria, a destra foto taroccata che ride. Facile, no? In realtà siamo un mondo virtuale di gente che crede a qualsiasi minchiata, di donne e uomini che accusano i giornalisti di raccontare balle e non fanno una piega davanti al falso, quando sono pronti a ruggire con la loro tastiera.

2 thoughts on “Poliziotto che non ride, poliziotto che ride

  1. La foto del poliziotto inginocchiato sul ragazzo fermato è di un agente del Rep. Mobile di Bologna, Genova 2001, come giustamente tu evidenzi. È la foto che compare sulla copertina del mio libro Ripensare la polizia, ci siamo scoperti da come pensavamo di essere del 2002 l’unico, se non uno dei pochi all’epoca, sul tema con interviste ad agenti di diverse “armi”. Ho provato a scriverlo ma poi ho desistito vista la serie di insulti ricevuti. Il foto “ritocco” caro Giorgio è non grave, di più. Direi una frode in informazione perché ripreso da politici, colleghi politicamente impegnati e schierati (non è un reato però usare una fake per sostenere una tesi politica è mettersi al livello di chi contesti). Aveva colpito anche me. Conosco invece molto bene ed è un amico, una persona per bene, Sebastiano Salvo, il Questore di Pisa. Non è il prototipo del menare a prescindere. È stato anni a Genova, nel 2001 è stato uno dei pochi a non avere contestazioni e mi ha fatto incazzare leggere il parallelo di molti ignoranti sul tema (anche qualche illustre collega), vicequestore a Genova anche nel 2001 ovvero fascistoide. Avessero almeno visto una puntata di Giallini/Schiavone avrebbero saputo che la qualifica non necessariamente ti porta a operare come un generale. Purtroppo non sempre e non solo possiamo cavarcela con la scusa della fretta sulle versioni on line/sito dei giornali…

  2. grazie per tutte queste precisazioni. Sul mio profilo Facebook mi sono preso un sacco d’insulti, la maggior parte della gente non legge nemmeno il post sul blog, scrivono minchiate solo leggendo il titolo o guardando la fotografia. E’ un mondo ignorante, presuntuoso e arrogante, e quel che è peggio vanno pure a votare. Una caro saluto.

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