giorgio levi

Cairo, da top manager a “Urbano mani di forbice”

Ma pensa te. Chi l’avrebbe mai detto. L’editore puro, l’uomo dai conti perfetti, il ragioniere dei sani bilanci, il visionario della pubblicità che tira alla grande anche contro vento. Ecco qui un altro Urbano Cairo. Nella sua veste di mani di forbice chiude 5 testate della Cairo Editore. E cioè Airone, Antiquariato, Bell’Europa, For Man e In Viaggio. Una nota del Cdr recita: “Si apre uno stato di crisi con la richiesta di cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento. L’Azienda ci ha assicurato che non ci saranno licenziamenti, ma intende a ricollocare tutti gli esuberi. In attesa di aprire nei prossimi giorni il tavolo delle trattative sindacali, alla presenza della Fnsi e Lombarda, abbiamo inviato a tutti i direttori un comunicato sindacale che alleghiamo in copia, con la richiesta di pubblicazione sul primo numero utile ai sensi dell’art. 34 del Cnlg”.

Hai capito Cairo? D’accordo, la maggior parte di queste testate non sapevamo nemmeno che esistessero ancora. Ma vedere chiudere Airone, che fu un gioiello di Giorgio Mondadori, fa un certo effetto.

L’azienda in un lungo comunicato spiega le ragioni economiche che hanno portato alla decisione di chiudere un intero gruppo di testate: “Il calo delle vendite, la forte contrazione del mercato pubblicitario del settore e l’incremento dei costi hanno inciso sul risultato delle cinque testate che hanno perduto oltre 15 milioni negli ultimi dieci anni e non hanno avuto complessivamente margini positivi dal 2009”.

Benvenuto Cairo nel mondo dei conti in rosso. Ora appaiono così stridenti quella medaglia da Top Manager Reputation numero 1 del 2017 assegnata proprio a lui. E quel dignitoso 13° posto del 2023, appena 3 posizioni dietro a John Elkann, suo principale concorrente editoriale. Il tempo corre e un po’ zoppica.

Ora sembra che voglia candidarsi a sindaco di Milano. Chissà, magari ci riesce. Mai dire mai con Cairo.

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