
Scossetta tellurica a La Stampa, tutto in 5 giorni. Il 1° ottobre qui Corrado Corradi si siede sulla poltrona di amministratore delegato di Gedi News Network. Oggi 5 ottobre Corradi annuncia il cambio della guardia al vertice del giornale, l’ex gioiellino di casa Agnelli.
In un comunicato stampa l’azienda annuncia: “Massimo Giannini lascia dal 7 ottobre La Stampa, dopo aver diretto il quotidiano negli ultimi tre anni e mezzo, avendone rafforzato prestigio e autorevolezza. Nel ringraziarlo per l’impegno con cui ha guidato la testata, siamo felici di comunicare che i lettori potranno continuare ad apprezzarne le qualità giornalistiche dalle colonne di Repubblica, dove torna con il ruolo di editorialista e commentatore, oltre che autore di podcast”.
Vabbè, le solite minchiate che si dicono sempre. Di fatto Giannini ha fatto perdere alla Stampa, in tre anni e mezzo di direzione, circa 10 mila copie all’anno. Ha spostato il compassato quotidiano da posizioni liberal spingendolo fino a farlo entrare nel recinto della sinistra radicale. A qualcuno è piaciuto, alla maggioranza dei lettori no. E sono questi ultimi che pesano sui conti. Le perdite in edicola (il cartaceo è sceso a 70 mila copie giornaliere) non è stato compensato dagli abbonamenti online, che sono cresciuti meno di quelli della concorrenza.
John Elkann ha fatto due conti e la scelta è caduta su Andrea Malaguti, attuale vicedirettore vicario, caratterino forte, ma come recita il comunicato ufficiale “giornalista di solide capacità ed esperienza, cresciuto all’interno del quotidiano. Malaguti assume l’incarico con il compito di imprimere ulteriore slancio al processo di innovazione in atto, ponendo particolare cura nel rafforzare il legame unico tra La Stampa e i lettori del suo territorio, nel rispetto della migliore tradizione editoriale del giornale”.
Si vedrà. La Stampa è crollata a Torino e nelle province del Piemonte. Ha perso enormi quote di mercato anche tra i giovani, che non leggono più la carta in generale, ma che non si abbonano nemmeno all’edizione online della Stampa. E ha perso persino i Monsù Cerutti e le Madame Burel che non comprano il giornale nemmeno per gli annunci funebri. Che erano la punta di diamante, dalla danarosa collina alla lussuosa Crocetta al popolare Borgo San Paolo.
Eh sì, c’è proprio da rimboccarsi le maniche.
Come in politica anche nel giornalismo prevale questo leaderismo dove il personaggio prevale sulla persona. Come fai a condurre una organizzazione se privilegi queste cifre? Ma soprattutto a che ti serve una redazione se l’ascolto è per te una corda poco più che formale, una roba da sopportare perché hai già tutto nella tua testa? Di presunzione si muore. E si fallisce.