giorgio levi

Addio a Tg4, Studio Aperto e Sport Mediaset. Ascolti in picchiata. Berlusconi taglia i costi e chiude. Che fine faranno adesso i giornalisti delle tre testate?

Se uno dovesse dare retta alle voci che circolano, quello che si sente dire questa mattina sarebbe contraddetto oggi pomeriggio. Comunicati ufficiali di Mediaset non esistono. Ma ormai è certo che Piersilvio Berlusconi abbia deciso, già da tempo, la chiusura del Tg4 e di Studio Aperto, le due storiche testate giornalistiche di Mediaset, a cui si aggiunge SportMediaset. Il tutto avverrà alla fine di questo mese, esattamente il 29 novembre quando verrà presentato il nuovo studio di Cologno nel quale si concentrerà, attorno a TgCom24 l’intero settore dell’informazione.

Come anticipa AffarItaliani “a rimanere attivi restano Tg5, che si occuperà dell’informazione di Canale 5, e TgCom24 che, oltre al suo canale all news sul digitale terrestre (al numero 51), già da tempo si occupa di produrre pillole informative per tutto il gruppo (comprese le emittenti radiofoniche) e non solo, visto che è attivo anche il sito web”

La decisione di Berlusconi è arrivata a seguito del costante calo degli ascolti delle tre testate, a fronte di investimenti economici effettuati dall’azienda in questi anni. Con il risultato che gli ascolti previsti non sono arrivati. Dunque, come accade ormai in tutti i giornali, anche in quelli in cui gli investimenti sono stati modesti o del tutto sbagliati (basta che guardarsi intorno), i tagli diventano l’unica strategia possibile.

La domanda è: che fine faranno i giornalisti? E’ quello che ci chiediamo tutti i giorni con decine di altre testate che si gettano sui prepensionamenti e assumono a capocchia, spesso senza rispettare gli accordi sindacali. E in ogni caso in numero inferiore ai colleghi che sono stati mandati prima in cassa integrazione e poi in pensione. Con il risultato d’impoverire drammaticamente le casse di Inpgi, che paga la disoccupazione e le pensioni anticipate, oggi costretto a sciogliersi in Inps.

Secondo le moltissime voci, che si smentiscono dopo mezz’ora, Mediaset avrebbe intenzione di ricollocare in altri settori dell’informazione (ci sono numerosi programmi che fino ad oggi non hanno attinto alle tre testate) e a non rinnovare i contratti a tempo. E probabilmente anche quelli dei collaboratori.

E’ la fine di un’epoca dell’informazione privata televisiva. Io fui testimone dell’inizio nell’autunno del 1983, quando Retequattro di Mondadori venne acquistata, per un tozzo di pane, ma a quel tempo necessario, per salvare dal tracollo il colosso di Segrate. Mi venne offerto il passaggio a Fininvest (corri casa in tutta fretta c’è il Biscione che ti aspetta, ricordate?), che non aveva ancora un telegiornale. La trattativa non durò molto, perché non avrei mai potuto lavorare in un’azienda con a capo Silvio Berlusconi. E così, rimasi in Mondadori, non sapendo che pochi anni dopo Berlusconi si sarebbe pappato anche la più gloriosa casa editrice italiana. E che avrei lasciato, dopo la Guerra di Segrate, per questa ma anche per altre ragioni, con molti rimpianti.

Tuttavia, va dato merito ai telegiornali di Mediaset di avere ampliato l’offerta informativa, di avere aperto confronti politici e di avere spalancato a tanti colleghi le porte di un giornalismo televisivo, anche controverso ma sempre di alto profilo professionale, fino ad allora terreno esclusivo della Rai, dove a quel tempo si entrava soltanto con tessere di partito.

Buona fortuna.

One thought on “Addio a Tg4, Studio Aperto e Sport Mediaset. Ascolti in picchiata. Berlusconi taglia i costi e chiude. Che fine faranno adesso i giornalisti delle tre testate?

  1. Personalmente non rimpiangerò Tg4 e Studio Aperto, che considero pessimi, tuttavia mi preoccupa il fatto che ci si indirizzi sempre più verso un tipo di prodotto ancor più misero. TgCom è un prodotto (non uso neppure l’aggettivo “giornalistico”) scadente, senza nessun approfondimento, robaccia preparata in tutta fretta da redattori che mi è difficile non immaginare come freelance sottopagati di cui disfarsi in qualsiasi momento.

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