giorgio levi

Fascisti, nient’altro che fascisti

Fascisti erano, fascisti sono rimasti. Ricordo questa gentaglia già 50 anni fa. GLI stessi metodi, la stessa arroganza, la stessa violenza. Con il tempo, e con l’arrivo sulla scena politica di Fratelli d’Italia, invece di tornare nelle fogne della storia, si sono ringalluzziti, hanno messo su la cresta e sono tornati più infami di prima. Soprattutto nei confronti della stampa e dei suoi giornalisti.

Nel mirino oggi il giornalista de La Repubblica Paolo Berizzi. Riporto qui l’articolo del quotidiano, diretto da Maurizio Molinari, affinché sia ben chiaro di che cosa stiamo parlando.

Dite Berizzi!”. Prima i saluti romani, gli “Heil Hitler” e i “boia chi molla”, poi la foto di gruppo e a quel punto l’eurodeputato Carlo Fidanza – capo delegazione di FdI in Europa – pronuncia, anziché il classico cheese, il nome di Paolo Berizzi, inviato di Repubblica, nel mirino dell’ultradestra da tempo, più volte minacciato di morte e sotto scorta dal febbraio del 2019 dopo una lunga serie di attacchi e atti intimidatori. Fidanza invita i camerati presenti a fare lo stesso: “Dite Berizzi!”. E loro, all’unisono, lo seguono: “Berizzi!”. L’intento è chiaro: denigrare il cronista e il suo costante lavoro di inchiesta e di denuncia sul mondo del neofascismo e del neonazismo.

E’ uno dei momenti della cena elettorale del 22 settembre 2021 ripresa da una telecamera nascosta da Fanpage nell’inchiesta su FdI trasmessa ieri sera da PiazzaPulita su La7. Una cena alla quale erano presenti i principali esponenti milanesi del partito di Giorgia Meloni oltre a candidati e militanti. L’esplicito riferimento a Berizzi – unico cronista in Europa sotto scorta per minacce nazifasciste, e che ormai quotidianamente riceve attacchi diretti alla sua persona e anche ai familiari, tutti denunciati e agli atti – ha sollevato polemiche e indignazione sui social.

C’è altro da dire? Mi pare che sia tutto molto chiaro. Berizzi ha ricevuto un’ondata di solidarietà dai colleghi, dal sindacato e da numerose forze politiche. Ho soltanto un domanda? Giorgia Meloni dov’è? Può un movimento politico aspirare a guidare questo Paese, sorto sulle ceneri di una guerra devastante voluta da Mussolini (a cui la Meloni s’ispira spesso nei suoi programmi), se i suoi iscritti e l’eurodeputato di Fdl Carlo Fidanza si salutano con il braccio teso e seduti a tavola sghignazzano inneggiando ad Hitler?

C’è una sola cosa che Meloni porterebbe fare. Chiedere scusa a Berizzi. E dimettere su due piedi l’onorevole Fidanza, eurodeputato.

E una volta per tutte, e che valga per sempre, giù le mani dai giornalisti di questo Paese.

One thought on “Fascisti, nient’altro che fascisti

  1. Sono politicamente pessimista, e sono giunto alla conclusione che il fascismo, in tutte le sue declinazioni, esista sin da prima dei fascisti propriamente detti.
    E’ una sineddoche sociale propria di chi ha governato questa nazione dalla sua unità, che si è autoproclamato detentore un primato morale inconsistente e con questo il diritto di spalmarlo sui governati, con l’avallo della Chiesa e della comunità internazionale.
    Talmente forte e radicato da sopravvivere alla catastrofe di un conflitto e di un Paese annichilito, talmente perfido da riaffacciarsi sputando sulla Costituzione, talmente assurdo da raggiungere il terzo millennio persino con i suoi simboli.
    Però se la peggiore feccia, composta da faccendieri, pregiudicati, assassini e mandanti oggi ha ancora un peso politico la colpa è anche nostra, che non abbiamo evidentemente blindato a sufficienza ciò che dovrebbe essere il diritto, e non abbiamo saldato a dovere i conti con la storia.
    Urge farlo: è un’emergenza.

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