giorgio levi

Il Piemonte celebra i 135 anni di storia della Gazzetta del Popolo. La leggenda di un quotidiano che ha scritto pagine memorabili di giornalismo. Con la collaborazione del Centro Pestelli

Strilloni della Gazzetta del Popolo a Milano

Per la prima volta Torino e il Piemonte ricordano, in una eccezionale rassegna visiva, il giornale che è stato per 135 anni uno straordinario testimone del tempo. E che celebriamo oggi a distanza di 171 anni dalla sua nascita.

Il 18 aprile, in tre sedi diverse (come illustrato nella foto del manifesto) il Consiglio regionale del Piemonte, il Polo del ‘900 e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano inaugurano una mostra dedicata al quotidiano Gazzetta del Popolo che ripercorre, (attraverso le prime pagine, i documenti, i video, le lettere, la corrispondenza, le fotografie e mille altre cose) il costume, la politica e la cultura di un intero Paese.

E’ un viaggio nel tempo, non solo per ricordare, ma per capire anni complicati della nostra storia e anche per comprendere il significato della professione del giornalista. La Gazzetta è stata una scuola per moltissimi giovani cronisti che sono diventati poi grandi firme del giornalismo. O di altri che hanno ricoperto incarichi di prestigio e al vertice dei maggiori quotidiani italiani. Qui ritroverete molti di loro.

Come presidente del Centro Studi e Ricerche sul giornalismo Pestelli, che ha partecipato alla realizzazione della rassegna, debbo ringraziare per il lavoro svolto (a titolo gratuito) Gianpaolo Boetti, eccezionale e scrupoloso testimone di un tempo meraviglioso e drammatico della Gazzetta. E il professor Mauro Forno, docente all’Università di Torino, tra i massimi esperti in Italia di storia del giornalismo, e coordinatore del Comitato scientifico del Pestelli. Senza di loro la leggenda non si sarebbe potuta raccontare.

Un ringraziamento speciale va a Luca Rolandi, che è stato il curatore della mostra. Rolandi, giornalista professionista è anche consigliere del Comitato Scientifico del Pestelli. Ha lavorato con pazienza e caparbietà, ha ottenuto anche quello che sembrava impossibile, il risultato è in questa mostra, davvero imperdibile. Per chi svolge questa professione, per i torinesi, per i ragazzi delle scuole che avranno molto da imparare, per tutti noi che conserviamo la memoria della nostra storia per diffonderla nel tempo che verrà.

Credits

Date e orari nella locandina. L’ingresso alle tre rassegne è gratuito.