giorgio levi

Questo blog ha raggiunto quota 5.698 follower, estranei al mondo dei social

Oggi questo blog è arrivato a quota 5.698 follower. Tanti, per me.

Dovrei ringraziarli tutti e 5 mila, ma non sarebbe semplice. Sono follower per la maggior estranei  ai social. Vuol dire che c’è ancora una fetta rilevante di lettori che naviga in rete, s’interessa, scopre, studia, dibatte senza passare necessariamente da Facebook. E’ un ottimo segnale. Per internet e per tutti noi che abbiamo cominciato a frequentare la rete nei primissimi anni Novanta.

In basso il numero indica i follower di questo blog

L’altro giorno sono passato davanti ad una libreria (sostituita oggi da un supermercato) dove nel 1991 andai a cercare il libro che vedete qui sotto. Il primo stampato in italiano. Il libraio non l’aveva e mi propose questo titolo “Interni, il fascino dell’arredamento”.

La parola internet era del tutto sconosciuta. Eravamo qualche centinaio abbonati alla rete Agorà, del Partito Radicale. Era tutto lentissimo, i browser dovevano ancora inventarli, non c’era immagini, video, link. I modem erano lentissimi e dovevamo comporre un numero di telefono di Roma. Contavamo i minuti di connessione, perché erano tutte interurbane.

Poi la rete ha cominciato a correre sempre più veloce. I blog sono stati la grande novità del più affascinante mezzo di comunicazione inventato dall’uomo, dopo il telefono.

Da qualche anno la rete s’identifica con i social. Ed è un segno di decadimento importante. Alcuni di noi, vecchi blogger, abbiamo tenuto duro. Coltiviamo Facebook, ma teniamo i piedi nella rete vera, genuina, orginale.

I follower di questo blog estranei ai social, erano fermi da un paio d’anni a un centinaio. Ora sembra che qualcosa li abbia rivitalizzati e sono tornati a crescere. Magari mi sbaglio, ma stare su internet è sempre un godimento. Vuol dire che il lavoro, sotto forma di diario, d’informare sul mondo della comunicazione, a volte impegnativo, paga in termini di lettori.

Grazie e avanti così, siamo rimasti su questa strada e avevamo ragione.