giorgio levi

Taglio degli stipendi all’Espresso e chiusura del sito internet. Giornalisti pronti a 10 giorni di sciopero

Il Gruppo Gedi ha dato il via alla campagna tagli, come era ampiamente previsto per questo autunno. Le sforbiciate cominciano con L’Espresso, come annuncia, qui sotto, il comunicato stampa del Cdr. Tuttavia potrebbe essere solo l’inizio e la campagna estesa ad altri giornali del gruppo.

Il piano industriale, dopo la maxi aggregazione con La Stampa e il conseguente passaggio da Gruppo Espresso a Gedi, promesso da oltre un anno, non è mai stato presentato. Ora pare sia imminente.

Ma potrebbe essere come il commissario per la ricostruzione del ponte di Genova. Ogni giorno è buono per essere smentito il giorno dopo.

Il comunicato del Cdr dell’Espresso

Oggi il management del gruppo Gedi, editore dell’Espresso, ha comunicato al comitato di redazione la volontà di applicare a tutta la redazione un contratto di solidarietà che comporterebbe un taglio del 30 per cento degli stipendi dei giornalisti, e alla chiusura di fatto del sito Internet del giornale.

Un sito che in questi anni ha pubblicato autonomamente decine di scoop e fatto da cassa di risonanza alle notizie esclusive del nostro settimanale.

Nel corso degli ultimi dieci anni la redazione dell’Espresso è stata falcidiata da tagli e prepensionamenti, tanto da essere stata più che dimezzata nel personale. Il giornale ha subito anche pesanti riduzioni alla foliazione e al budget. Contestualmente l’azienda non ha mai avviato alcun serio piano di rilancio e di investimenti.

Negli ultimi 63 anni, L’Espresso è stato protagonista della storia giornalistica, politica e culturale di questo Paese, permettendo al Gruppo e ai suoi azionisti di registrare notevoli profitti. In un momento storico in cui L’Espresso e l’informazione sono sotto attacco, l’assemblea dei giornalisti respinge in maniera categorica e all’unanimità la proposta dell’azienda, e affida al Comitato di redazione un pacchetto di 10 giorni di sciopero e la valutazione dell’uso di altre forme di agitazione e lotta, che verranno eventualmente attuate dopo la presentazione dei dati economici già richiesti dal Cdr e che l’azienda si è impegnata a fornire.

L’assemblea dell’Espresso rifiuta tagli indiscriminati al costo del lavoro, che comprometterebbero fin dall’inizio il successo del nuovo piano editoriale presentato oggi dal direttore al Comitato di redazione“.

Il Cdr dell’Espresso.

Credits

Il comunicato del Cdr